Vi faccio conoscere Charlotte Perriand

La Zia Economina mi ha raccontato che durante le vacanze di Natale è stata a Parigi e ha visitato la Fondazione Vuitton che ha sede in una bellissima e avveniristica costruzione immersa in un grande giardino che a sua volta si trova all'interno del più grande parco di Parigi, il Bois de Boulogne. In questo modernissimo palazzo che ricorda un po' un veliero, dalle cui terrazze si può vedere da un lato Parigi e dall'altro il modernissimo quartiere dei grattacieli, la Defense, si svolgeva in quei giorni una mostra dedicata ad una importantissima architetta e designer: Charlotte Perriand.

Mi ha raccontato che Charlotte è nata nel 1903 ed è morta nel 1999 quindi ha attraversato un po' tutti i grandi eventi e cambiamenti del XX secolo, in particolare la rivoluzione dell'arredamento e del design d'interni. Come tante donne però non è tuttora pienamente ricordata per le cose straordinarie che ha creato. Da giovanissima entrò a lavorare nello studio di uno dei più famosi architetti del XX secolo, Le Corbusier, il quale affidò a lei la progettazione degli arredi delle abitazioni innovative che lui progettava. Pensava infatti che la cosa più importante fosse progettare gli edifici e definì invece la progettazione degli interni come un "noioso bla bla bla". E Charlotte lo fece, disegnando alcuni elementi di arredo come la famosa Chaise Longue, chiamata LC4, dove LC sta per Le Corbusier, perchè lei lavorava per il suo studio e su sua richiesta.

Nelle foto seguenti potete vedere alcuni lavori di Charlotte esposti alla Mostra (che si può visitare fino al 28 febbraio). Nel vederli pensate che erano stati ideati 70-80 anni fa e che rappresentavano un modo di concepire l'arredamento molto innovativo. Fu lei a ideare anche la cucina aperta, collegata alla sala da pranzo, perchè pensò che così le donne impegnate in cucina non restavano isolate dal resto della famiglia. All'inizio della sua attività, negli anni Trenta, visse a lungo in Giappone dunque possiamo vederne le influenze sia nelle forme che nei materiali che utilizzò.

In ogni caso consiglio, anche quando la mostra sarà finita, una visita ai Jardin d'Acclimatation che circondano la Fondazione Vuitton. Troverete di tutto, da giostre perfettamente inserite nel verde a giardini nello stile di altri paesi, ad esempio il giardino coreano. E animali vari non in gabbia ma che passeggiano liberi. E poi spettacoli, aree gioco libere e tante attività pensate apposta per bambini e bambine come la coltivazione di piante.

Ecco alcune foto... e vi presento anche Charlotte

Articolo di Donatella Caione

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