STORIA DELLE UOVA CHE NON AVEVANO UNA MAMMA E CHE NE TROVANO DUE

Accade talvolta di incontrare insegnanti davvero speciali e noi, della redazione di Echino, amiamo raccontare le buone pratiche che vengono messe in atto nelle scuole, sperando che possano essere di esempio per altri. Oggi vi raccontiamo, attraverso le parole delle stesse insegnanti cosa è successo in una scuola dell'infanzia piemontese.

Ci scrivono le maestre:

"Un contadino locale ci ha regalato le uova, abbiamo acquistato un'incubatrice e seguito la schiusa. Poi abbiamo riportato i pulcini nel pollaio e settimanalmente siamo andati a trovarli per seguire la crescita. I bambini a turno si prendevano cura delle uova, controllavano temperatura, umidità etc. Ai bambini è sembrato del tutto naturale che i pulcini avessero due mamme, hanno ragionato sulla separazione, sul prendersi cura insieme al di là dell'appartenenza di genere."

"Gli obiettivi di questa esperienza sono stati: sviluppare l'intelligenza emotiva, soprattutto l'empatia attraverso il prendersi cura, condurre i bambini "lontani da sé" per dare loro un senso di competenza e aumentare l'autostima. Combattere gli schemi mentali su temi come l'affido, l'adozione, le famiglie."

Da questo percorso è nata, con i bambini e le bambine, questa storia:

In un piccolo paese ai piedi delle montagne, viveva un simpatico contadino di nome Gianni. Egli coltivava delle buone verdure, portava le sue pecorelle nel prato a brucare l'erba, lasciava razzolare le sue galline nel cortile, nutrendole con il buon mais che raccoglieva nei campi d'estate. Una mattina, senti un gran fracasso nel pollaio, le galline stavano facendo un gran rumore e si agitavano di qua e di là, chissà cosa si dicevano?! 

Dovete sapere che il signor Gianni parlava il “coccodese” la lingua delle galline e così si avvicinò al pollaio e si mise ad ascoltare.

La gallina Romilde, la più anziana, aveva trovato alcune uova in una cesta e chiese alla sua migliore amica: “Gertrude, Gertrude…Sono tue le uova?” E Gertrude rispose: “No no, prova a chiedere alla gallina Mariuccia!” “Mariuccia … sono tue le uova?” Mariuccia rispose “No… ma chi ha lasciato le uova incustodite?” Romilde fece la stessa domanda a tutte le galline ma nessuna diceva di essere la mamma di quelle uova. Il contadino Gianni era davvero molto preoccupato, chi avrebbe tenuto al caldo quelle uova? Chi avrebbe aiutato i pulcini a nascere? Il mattino seguente, passò di lì un gruppo di bambini che andavano a spasso con le loro maestre - Gianni li saluto e raccontò tutta la faccenda delle uova rimaste sole – Era davvero preoccupato, i pulcini rischiavano di non nascere. Ai bambini venne un'idea: portarono il cesto di uova a scuola le misero in un contenitore trasparente e a turno si presero cura delle uova. Le tenevano al caldo, aggiungevano l'acqua necessaria, facevano in modo che restassero al buio e ogni giorno le giravano sottosopra, insomma si prendevano cura delle uova con tanto amore. Un lunedì mattina, circa 20 giorni dopo, entrando a scuola i bambini sentirono una vocina che faceva “Pio Pio Pio” immaginate la sorpresa: era nato il primo pulcino! Uno dopo l'altro, i pulcini rompettero il guscio e uscirono pigolando. Le maestre appesero un grande fiocco giallo all'ingresso per far sapere a tutti che erano nati i pulcini poi, riuniti i bambini, spiegarono che non era possibile tenere i pulcini a scuola e quindi li portarono alla fattoria di Gianni. Il contadino prese la cesta dei pulcini e la appoggiò vicino a Romilde e Gertrude. Le due galline non se lo fecero ripetere due volte, accolsero i piccoli allargando le loro ali per proteggerli poi, li misero in fila e li accompagnarono nel cortile per insegnare loro a beccare i chicchi di grano turco. Le galline avrebbero cresciuto i pulcini insieme e non importava più chi avesse fatto le uova, ciò che contava era che i pulcini avessero una casa e…tante mamme, zie, nonne… insomma una Famiglia. 

Bruna Prandini, Rossella Manara, Concetta Maiorana, Patrizia Taglianetti, insegnanti dell’IC Bagnolini di Villadossola

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