Sotto il cielo di Barcellona

Qualche anno fa ho passeggiato lungo la Rambla di Barcellona, proprio come le persone che sono state coinvolte nell'attentato terroristico di giovedì 17 luglio. Il mercato, La Boqueria, mi colpì particolarmente per la varietà dei suoi colori, degli odori e delle genti che lo vivono e lo frequentano. Banchi ordinati di frutta, verdura, spezie, pesci, carni e gelati, uno vicino all'altro, proprio come le persone, così diverse le une dalle altre eppure tanto vicine.

Chiedersi il perché alcuni giovani abbiano deciso di colpire quel luogo e quelle persone, uccidendo trentacinque diverse nazionalità, è doveroso tanto quanto è difficile dare una risposta.

Ho ascoltato i TG dei grandi, gli esperti che davano spiegazioni, ho letto articoli di giornale, ma ancora non saprei come tradurre le loro parole nel nostro linguaggio bambino. Alcuni articoli mi hanno fatto arrabbiare, con le loro risposte semplicistiche e anche un po' sciocche. Mi pare che confondere Islam con terrore, sia un po' come dire che gli italiani sono tutti mafiosi.

Certo, la mafia esiste, così come esiste il terrorismo, o la cattiveria e vanno combattuti con forza, senza però cadere nella facile trappola del giudizio o peggio ancora del pregiudizio perché, come abbiamo sempre cercato di dimostrare noi della Redazione di Echino, la diversità ci arricchisce e non deve farci paura.

Barcellona ne è un classico esempio, con le stravaganti opere di quel genio di Gaudì e con i banchi di frutta del mercato La Boqueria e quei gelati, tutti diversi uno dall'altro, come siamo noi esseri umani: alcuni dolcissimi, altri asprigni, o con un retrogusto amaro e qualcuno, chissà? magari è persino cattivo.

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