Scuole chiuse, i disegni di bambini e bambine

Non servono molte parole di fronte a questi disegni che sono decisamente esplicativi del malessere e della rabbia di bambini e bambine costretti a stare a casa e a rinunciare alla propria crescita educativa.

Abbiamo chiesto loro di rispettare le regole e lo hanno fatto!
Abbiamo imposto l'uso delle mascherine otto ore al giorno e gel tanto disinfettanti quanto irritanti per le loro pelli delicate e lo hanno fatto!
Abbiamo chiesto loro di rinunciare agli abbracci delle loro maestre, alla vicinanza del compagno di banco e lo hanno fatto!
Abbiamo imposto loro di uscire dalle classi ad intervalli frequenti, per arieggiare gli ambienti, quando le temperature esterne erano gelide e lo hanno fatto!
Abbiamo chiesto loro di non stare a contatto con i nonni e lo hanno fatto!

Le classi erano piene di bambini e bambine, rispettosi di ogni singola imposizione pur di stare insieme, pur di poter imparare in ambienti sicuri, protetti.

E ora?

Ora che le finestre possono restare aperte, ora che le maestre sono vaccinate, dopo che l'inverno è passato con classi sempre al completo e con pochissimi casi di contagio, a riprova che sacrifici e restrizioni funzionavano, ora che i nonni e le nonne non sono ancora vaccinati, se non gli ultra ottantenni. Ora abbiamo chiuso le scuole. E che diciamo a questi bimbi e a queste bimbe?

Scusate, siamo degli imbecilli, restate piccoli che siete di gran lunga più coerenti ed onesti di noi adulti, oppure crescete in fretta perché noi non siamo in grado di gestire questa società e il vostro futuro!

I disegni sono di:
Paolo
Asia
e degli alunni e alunne della Scuola Primaria Cirielli di Bari

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