Scoprire, fotografare e imparare a riconoscere gli insetti

Adatto a:

Gli ebook Mosche, Coleotteri, Emitteri e Imenotteri, che possono essere acquistati a 2 euro tranno Mosche che è a costo zero, seguendo i link indicati, di fotografia, scienza e poesia sono il frutto di una collaborazione di qualche anno fa con Matilda, quando ancora si chiamava “Mammeonline”. Ci sono fotografie di insetti, con una filastrocca in ogni pagina che li descrive, noti con i nomi scientifici (uguali per tutti gli scienziati e i bambini del mondo!) e poi il riferimento a chi li ha “scoperti”, generalmente classi di scuola primaria o dell’infanzia che uscivano nel loro giardino a incontrare quelli che alcuni hanno chiamato concittadini inaspettati. Per chi si interessa alla tecnica di cattura delle immagini, ho anche messo i dati principali che definiscono uno scatto fotografico: diaframma, lunghezza focale e esposizione (perché anche in un mondo in cui siamo abituati ad avere tutto che funziona in automatico, capire le cose a volte può essere utile e e ci aiuta anche a farle come più ci piace, senza lasciare sempre che qualcun altro scelga e decida per noi!)

Per fotografare un insetto, un ragno, un millepiedi, basta avere una macchina fotografica o un telefonino e avvicinarsi il più possibile, pian pianino, senza toccare, disturbare, spaventare il piccolo animale. Se si tratta di un’ape o una vespa, che ci potrebbero pungere, è una sicurezza anche per noi. Mano ferma, scattare più di una foto (tanto non ci costa niente) in modo che alla fine, tra tante che verranno mosse, sfocate, invedibili (si cancellano, non immaginate quante ne butto via io!), qualcuna buona ce ne sarà. Dal telefonino stesso, o con il computer, tagliamo poi eventualmente le parti dell’immagine intorno che non ci interessano e in breve tempo avremo una collezione inaspettata di scatti fotografici, sorprendenti nell’ingrandimento, per la meraviglia nostra e degli amici.

Poi ci possiamo fare scienza, imparando pian piano, magari con l’aiuto di chi ne sa un po’ di più, in presenza o da lontano (la rete, se usata bene, è meravigliosa!) a riconoscere i soggetti delle nostre foto, se non proprio il nome di tutti (ci sono più di un milione di specie di insetti conosciuti, neanche i più esperti li sanno!), almeno qualcosa di come sono fatti, ordini, famiglie, forme, colori, parti del corpo, a partire da immagini i cui autori siamo noi. Ad alcuni piace molto. Oppure possiamo giocare a inventarci sopra delle storie, con o senza rime.

E i prossimi libri di fotografia, scienza e poesia potremmo anche farli insieme!

Paolo Beneventi, luglio 2020