A proposito di pagelle...

Adatto a:

Sei, sette, dieci... discreto, distinto... base, avanzato... ma come si fa a rinchiudere un bambino o una bambina dentro numeri, parole vuote, o giudizi?

Che ne sa il numero 6 di quanta fatica ha comportato lo stare attenti in classe con la testa che va a mamma e papà che non hanno i soldi per arrivare a fine mese? O al fratellino che entra ed esce dagli ospedali? O alla tua testa che è piena di colori e sono così tanti da non lasciare posto per le tabelline.

I bambini, le bambine sono altro, sono di più, sono meglio!

La stessa persona, con maestri diversi, con compagni diversi, con situazioni diverse, potrebbe passare dal 6 all'avanzato senza troppi problemi. Semplicemente perché il voto, il giudizio non potrà mai essere oggettivo, al contrario, non c'è nulla di più soggettivo proprio perché ha a che fare con soggetti diversi e non con oggetti.

E allora che senso ha passare ore e ore a disquisire su voti, giudizi, livelli? Perché non spendere invece più tempo per sapere come sta quel bimbo o quella bimba e le persone che gli sono intorno?

Qual è lo scopo della scuola e dell'insegnamento? Trasmettere qualcosa? Aiutare a crescere? Dare strumenti per invogliare alla conoscenza? E dunque, cos'ha a che vedere con tutto ciò un livello? E se fosse l'insegnante a non essere riuscito ad entrare in sintonia con quel bambino? Se fosse suo quel 6 o quel base, o sufficiente?

Pare assurdo ridurre il percorso di un intero anno scolastico in una serie di numeri o giudizi che, di quel che ha fatto quel bambino, di come è stata la sua vita, di quanto ha realmente assorbito o di come sia cresciuto, non lo sa spiegare.

E allora continuiamo a pensare che forse davvero le valutazioni migliori continuano a rimanere quelle del Maestro Manzi: Fa quel che può, quel che non può non fa!

Perché bambini e bambine sono altro, sono di più, sono meglio!

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