Perché i nostri bambini e ragazzi dovrebbero fare sport?

Perché i nostri bambini e ragazzi dovrebbero fare sport?

Diceva Mandela: "Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di ricongiungere le persone come poche altre cose. Ha il potere di risvegliare la speranza dove prima era solo disperazione."
Lo sport è educativo: da educere¸ “tirare fuori”.

Quali sono le motivazioni dei bambini nel praticare uno sport?
- Dai 4 agli 8 anni circa, i bambini hanno bisogno di muoversi, di esplorare, di sperimentare la loro competenza e piccoli successi
- Dagli 8 ai 10 anni si aggiungono il bisogno di affiliazione con i pari e il bisogno di sperimentare piccoli successi in un clima di fiducia
- Dai 10 ai 12 anni, i ragazzi hanno bisogno di consolidare la propria identità di persona e atleta, oltre al bisogno di appartenere ad un gruppo squadra
- Dai 12 anni in avanti, i ragazzi hanno bisogno di sperimentare successo e popolarità, sostegno esterno, competenza, autoefficacia e amicizia

Esistono diversi tipi di sport:
- Sport individuali che insegnano la responsabilità rispetto alla propria prestazione: la persona può contare solo su se stessa e impara a sperimentare l’autonomia e il coraggio.
- Sport di squadra che insegnano la responsabilità collettiva della prestazione (la responsabilità è mia, come dei miei compagni) e la capacità di contare sui compagni, di fidarsi e sacrificarsi per loro dando il massimo per la squadra.

Ogni sport insegna diversi valori, fondamentali per una crescita sana di un bambino e futuro cittadino:
• divertimento
• disciplina
• rispetto per le persone e per le regole
• correttezza (fair play)
• tolleranza
• lealtà
• solidarietà
• senso del gruppo
• senso di appartenenza
• integrazione (multiculturale)
• intelligenza agonistica (motivazione, concentrazione, flessibilità, resilienza, strategia)

Alcune ricerche suggeriscono che chi pratica sport è più propenso ad essere:
• Aperto al cambiamento
• Tendente all'auto-miglioramento
• Auto-diretto
• Tendente all’indipendenza
• Amante della gratificazione
• Meno conformista

Altri vantaggi più fisiologici possono essere:
- Maggior attivazione di circuiti neuronali
- Minor invecchiamento cerebrale
- Ansiolitico, antidepressivo e sonnifero naturale
- Regolatore dell'umore

Inoltre, chi pratica sport "open skill" (ovvero quegli sport che si svolgono in contesti che vengono influenzati da fattori esterni, come la qualità di un campo di gioco all’aria aperta che cambia a seconda del meteo) è più propenso a:

- Essere più adattabile ai vari contesti (clima, terreno di gioco)
- Essere più aperto e funzionale in un ambiente che muta continuamente (capacità di problem solving) per esempio se si trova a giocare con la squadra in superiorità/inferiorità numerica
- Essere spazialmente più rappresentativo (la comprensione degli spazi da dividere con la squadra avversaria muta continuamente)
- Avere maggiore lettura e interpretazione delle traiettorie di gioco, finte, tiri, spostamenti con/senza palla
- Essere felice (abbassamento del cortisolo, ormone dello stress) e riposare bene (produzione melatonina)

Un grande insegnamento da parte dello sport: imparare a perdere. Non sempre nella vita tutto va secondo i nostri piani: a volte pensiamo di poter riuscire in qualche cosa, a volte ce la mettiamo tutta, ma non otteniamo ciò che vogliamo. Oggi molti bambini fanno fatica a gestire la sconfitta: si arrabbiano e si offendono in modo esagerato per un fallimento e a volte arrivano al punto da rinunciare a riprovarci di nuovo. Lo sport insegna proprio questo: ti impegni, ci credi, ce la metti tutta, ma devi mettere in conto che non sempre andrà come sperato. A volte si festeggerà per una vittoria, a volte si piangerà per una sconfitta. Ma ciò che è sicuro è che è solo riprovandoci ancora e ancora che si potrà migliorare e vincere. In un contesto protetto come lo sport, la sconfitta viene gestita meglio: sarà condivisa con un allenatore o con la propria squadra, che saranno un supporto fondamentale in quel momento e che ci aiuteranno ad andare avanti e a preparaci per una gara futura.

Quale sport per mio figlio?
In questo periodo storico e nella nostra cultura, un bambino ha già molti impegni e obblighi fin da piccolo. Lo sport è fondamentale per la sua salute e per la sua crescita, ma non deve essere un’ulteriore
imposizione od obbligo. Pertanto è fondamentale che sia lui a scegliere lo sport che preferisce. Questo non sempre è possibile: il costo, la distanza dal luogo di allenamento, l’impegno di tempo in settimana, la compatibilità con diversi fattori della famiglia. Ma allora come fare? Un’idea potrebbe essere quella di selezionare insieme al proprio figlio una lista di sport che potrebbero piacergli e, insieme, decidere quale sia la scelta migliore per lui e per la famiglia. A volte capita che un genitore che da piccolo è stato un atleta in uno sport, desideri che il figlio segua la stessa strada: è importante però
chiedersi se quello sia un desiderio condiviso totalmente dal figlio, oppure se sia solo un desiderio del genitore, non condiviso dal suo bambino. In questo ultimo caso sarebbe un’imposizione che, a lungo andare, non sarebbe motivante per il figlio. I bambini che praticano sport desiderano sostegno e coinvolgimento dei loro famigliari, ma non la pressione.

E se mio figlio non vuole fare nessuno sport?
Può essere che qualche bambino non esprima preferenze sui diversi tipi di sport o dica di non volerne fare nessuno. Dal momento che però, come abbiamo visto, lo sport insegna molto dal punto di vista relazionale oltre ad essere importante per la salute, un’idea per avvicinare nostro figlio al mondo dello sport potrebbe essere quello di selezionare con lui alcuni sport che preferisce rispetto agli altri, fare delle lezioni di prova e in seguito scegliere quello che più preferisce, sostenendolo e spronandolo.

Per concludere, come dice Michael Jordan: “Posso accettare di fallire, chiunque fallisce in qualcosa. Ma io non posso accettare di non tentare.”
Questo è lo sport.

Dott.ssa Mirta Veniani
APV – Associazione Psicologi VCO