Perché ci fa così bene stare nella natura?

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Abituati sempre più a vivere in spazi urbani caotici e tecnologici, a volte dimentichiamo la nostra storia come esseri umani, vissuti e sviluppati a strettissimo contatto con la natura selvaggia per migliaia di anni. Sono moltissimi ormai gli studi che confermano gli innumerevoli benefici sullo sviluppo cerebrale ed emotivo dovuti allo stare nell’ambiente naturale sia per i grandi che per i più piccoli. E allora scopriamo quali sono!

Stimolazione dei sensi. Durante una passeggiata in un bosco possiamo osservare il tronco rugoso di un albero, le venature di una foglia, la luce che scende dall’alto attraverso i rami, l’andamento lento o veloce di un insetto, qualche impronta di un animale passato di lì. Possiamo ascoltare il rumore del vento che sposta le foglie, il cinguettio di una famiglia di uccelli che abita nella chioma di un albero, il rumore dell’acqua che scorre lungo un fiumiciattolo. E ancora possiamo toccare la corteccia ruvida di un vecchio albero, passare le dita tra i fili d’erba o accarezzare del muschio. Se respiriamo a fondo possiamo sentire il profumo del legno bagnato, dell’umidità del suolo o di fiori appena sbocciati. 

Godere del momento presente. Queste esperienze ci danno la possibilità di soffermarci nel momento presente, invitandoci a prestare attenzione a ciò che ci circonda e a esplorare il mondo. I bambini che hanno la possibilità di fare esperienza diretta e concreta della natura possono imparare molto, non solo leggendo informazioni su libri di scuola o guardando il mondo attraverso uno schermo, ma vivendolo in prima persona. 

Imparare a rispettare la natura. Un bambino che passa del tempo in mezzo alla natura e che dunque la vive, la conosce, la esplora e la scopre, ha più probabilità di diventare un adulto attento e rispettoso nei confronti della Terra e dei suoi esseri viventi.

Ricarica per attenzione, memoria e concentrazione. In uno studio statunitense viene descritto come nel mondo attuale, iper-tecnologico e nel quale siamo costantemente inondati da stimoli esterni, le nostre funzioni cognitive come l’attenzione selettiva, il multitasking e il problem solving siano utilizzate e sfruttate oltre al limite. Secondo la Attention Restoration Theory”, o “Teoria della Rigenerazione dell’Attenzione, elaborata dallo psicologo ambientale Stephen Kaplan, grazie agli stimoli affascinantiche catturano la nostra attenzione, ma che al tempo stesso non richiedono troppo sforzo, passare del tempo immersi nella natura può aiutarci a ripristinare le nostre funzioni cognitivee a riconnetterci con i nostri stati emotivi. 

Disintossicazione tecnologica. Oggi ci ritroviamo spesso immersi in un ambiente eccessivamente ricco di stimoli veloci: il traffico, la gente, le luci, i rumori, le pubblicità, i messaggi, gli impegni, le scadenze, gli orari. A volte fatichiamo ad accorgercene, ma in queste situazioni ci ritroviamo costantemente sotto stress. L’utilizzo spesso eccessivo dei dispositivi tecnologici da parte di adulti e bambini ci mette nelle condizioni di non staccare mai del tutto, ma anzi, rischia di aumentare la sensazione di stress. Prendersi una pausaper farsi una passeggiata nella natura significa mettere in standby i continui stimoli esterni artificiali e concedersi la libertà di non pensare continuamente a qualcosaa tutti i costi. La contemplazione della natura rigenera le risorse psicoemotive, favorisce un effetto calmante sull’attività cerebrale e attiva aree più profonde del cervelloresponsabili delle sensazioni legate al benessere e al piacere. 

Spirito di adattamento. Nei paesi nordici c’è un detto: “There’s no such thing as bad weather, only bad clothing”, ovveroche non esiste il brutto tempo, ma solo un abbigliamento sbagliato. Nel mondo naturale i cambiamenti meteorologici possono essere rapidi e cogliere alla sprovvista: il sole, la pioggia, il vento e il temporale possono alternarsi in fretta. I bambini che passano del tempo nella natura e che imparano a conoscerla possono più facilmente essere aperti al cambiamento e sviluppare uno spirito di adattamento più profondo di fronte agli imprevisti della vita, accettando che possano capitare e che possano essere affrontati con calma e con la giusta dose di adattamento. 

Un recente report scientifico riporta che effetti positivi sul benessere e sulla buona salute si riscontrano maggiormente in persone che passano almeno 2 ore a settimana immersi nella natura. Questi benefici si riscontrano in tutte le età e non è necessario praticare uno sport o un’attività specifica, ma è sufficiente una camminata tranquilla. Insomma, che sia in un parco, in un bosco, in montagna o in un prato, provate a prendervi un momento per voi e per i vostri bambini in cui possiate condividere esperienze concrete e vissute appieno. C’è chi preferisce ritagliarsi qualche momento durante la giornata o chi preferisce godere di una full immersion nel fine settimana. I benefici si possono sperimentare fin da subito e vi potrete regalare un momento speciale da condividere. 
 

Dott.ssa Mirta Veniani

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