Occhio alle difficoltà di apprendimento

Adatto a:

Il nuovo anno scolastico comincia tra tante difficoltà. Ma per molti ragazzi e molte ragazze ci sono delle difficoltà in più. C'è chi dice che sono quelli che non hanno voglia di studiare o che sono svogliati o non interessati allo studio. Ma sarà così? 

O non faranno invece parte di quel 10-15% che soffre di disturbi dell'apprendimento, abituati a sentirsi dire che non si applicano, sono distratti, con la testa fra le nuvole, senza volontà e incapaci di spiegare che loro vorrebbero applicarsi ma trovano dei grossi ostacoli?

Ostacoli che possono essere scavalcati o aggirati... superati comunque, con un po' di impegno da parte di tutti, compresi genitori e insegnanti, e soprattutto con la consapevolezza di queste difficoltà.
I nostri figli e le nostre figlie non sono uguali, ci sono quelli ai quali basta stare attenti in classe per conseguire già risultati sufficienti e ragazzi e ragazze che non arrivano alla sufficienza neanche dopo intensi pomeriggi di studio. Non sono meno intelligenti... anzi! Solo che hanno bisogno di metodi e/o strumenti diversi, ma soprattutto hanno bisogno di ricevere fiducia, di sentire che l'insegnante percepisce l'impegno e la fatica. 

A ben vedere forse non dovremmo chiamarli neanche disturbi, o difficoltà, ma diversità di apprendimento.

Così come non è facile, specie se si è scoperta la difficoltà di apprendimento solo alle medie o alle superiori, accettare l'idea di essere schedati come dislessico/a o discalculico/a, cosa che è necessaria per ottenere in modo formale gli ausili previsti dalla legge. Tutto sommato con insegnanti in grado di comprendere e valutare la diagnosi di un esperto in disturbi dell'apprendimento e se le difficoltà non sono enormi non è neanche indispensabile, può essere invece sufficiente una dose in più di empatia, una parola di incoraggiamento, un compensare uno scritto con un orale più approfondito. Il solo ricostruire l'autostima dà dei risultati stupefacenti!

Ai genitori invece il compito di aiutarli/le a individuare i loro punti di forza, anche fuori dall'ambito scolastico, che potranno essere loro d'aiuto dopo, nella vita!

Per bambine/i, ma anche genitori e insegnanti, consigliamo un libro di racconti illustrati su dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia cui è allegato un opuscolo per grandi: Abracabra Lucertolina. Insomma un libro per spiegare le diversità di apprendimento a chi ne soffre e ai loro compagni e compagne.

Per i grandi invece uno dei più bei libri sulla dislessia è Le aquile sono nate per volare, di Rossella Grenci, quest'anno ripubblicato in una nuova edizione. E più che mai diremo che non si tratta di difficoltà o disturbi ma di diversità che possono far fare cose straordinarie.

 

Donatella Caione, 17 settembre 2020

 

Le aquile sono nate per volare
Prima pagina dell'opuscolo
Quarta e prima di copertina
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