Mammità di Michela Merazzi

Divento mamma grazie a un incrocio.

Di gente e paesi, di geni non miei.

Le vie tradizionali in famiglia le frequentiamo poco.

Non che non ci piacciano, è che succede così.

Nel progetto comune ci sono i figli?

Mica arrivano tranquilli su sentieri battuti.

La nostra cicogna si mette in malattia, prende le ferie, l’anno sabbatico, sfrutta lo sciopero degli aerei e la chiusura dei porti.

Fa tutto un giro prima di decidersi a mollare il fagotto.

E quando lo fa, arriva trafelata e senza preavviso.

Quelli dell’adozione ci scelgono da un catalogo di candidati con curriculum pulito, fedina penale sana e salute verificata.

Non ci provano la temperatura perché all’epoca non si usava.

Mi dichiarano abile in fretta, senza istruzioni.

Lavo la neonata nel lavandino della cucina perché il catino arriva dopo.

Faccio spegnere al figlio le candele perché il fuoco non l’ha mai visto.

Inciampo, faccio pasticci, ma racconto loro tante storie. Questo lo so fare.

E parto da un talento per scoprire altre abilità di mamma che ho dentro. Imparate negli anni dalla mia, energica, allegra, esagerata. Non si è mai risparmiata.

È lei che mi chiama per farmi gli auguri.

‘E di che?’ domando sorpresa.

‘Per la nostra festa’.

Ecco. Stamattina non ci ho pensato.

Un po’ perché, per incomprensibili questioni di fuso, in Francia sarà il 7 giugno.

Un po’ perché da noi manco San Valentino. Non si usa.

A parte rare eccezioni, siamo pigri e riservati con i cuori. Con i fiori ce la caviamo meglio, soprattutto la figlia, che si lancia in attività di auguri manuali.

Dice che a scuola avevano il lavoretto in progetto da tempo, ma il confinamento lo ha annullato.

Oh, che peccato! Le amiche che condividono la stessa condizione mandano messaggi, ci ricordiamo a vicenda che c’è sempre qualcosa da festeggiare, nonostante tutto.

Ognuna a modo suo. La mammamuchina festeggia con un bel lavaggio di mani.

La mammanager festeggia con il planning dei compiti perfetto.

La mammano festeggia, ma solo un po’.

La mammalinga festeggia con una torta. Di nuovo.

La singlemamma non festeggia da sola. Era ora.

La mamminaria chiede che si festeggia?

La wondermamma fa una festa in zoom con tutte le mamme del mondo.

Io sono indecisa.

Dove mi metto? Io non lo so qual è, il ruolo perfetto. Non ci ho ancora capito niente, figli. Di quel che si dice. Di come si fa. La mamma.

Ma so che nel mare di mezzo c’è tutto l’amore che possiamo. Insieme.

 

Di Michela Merazzi (autrice del blog L'amore ai tempi del corona - Diario di una famiglia in trasferta

Michela si presenta così: nata in un paesino del nord Italia, frequento Milano per la mia formazione: mi laureo in Lettere Classiche e studio teatro. In Svizzera imparo l’arte dei burattini con il Teatro dei Fauni di Locarno e il narratore Roberto Anglisani mi insegna l’arte della parola. In Grecia divento mamma e vado al mare. Ora vivo in terra francese. E dopo aver ascoltato e letto tante storie, mi è venuta voglia di scriverne qualcuna.

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