Mahmood impegnato in un nuovo progetto, Rajel, una serie sui giovani di seconda generazione

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Lo abbiamo conosciuto a San Remo e poi abbiamo tifato per lui quando ha partecipato allo European Song Contest nel 2019 in rappresentanza del nostro Paese. Alessandro, in arte conosciuto come Mahmood, è il ragazzo della porta accanto, faccia pulita, sorriso delicato e simboleggia tutta la nuova generazione, così bella e variegata di questa Italia e di un'Europa multietnica e multiculturale. Quell'anno infatti al secondo posto del nostro concittadino seguì, nel contest europeo, il quinto posto di John Lundvik, musicista e cantante pop, che rappresentava la Svezia, sebbene molto lontano dallo stereotipo dello svedese alto, biondo e con gli occhi azzurri.

Ora Mahmood è impegnato in un nuovo progetto che tratta di "nuova generazione, amore, cultura diversità, uguaglianza, inclusione, pregiudizio, razzismo, radici, identità. Parliamo di Rajel, una nuova serie per andare oltre le differenze". Così Alessandro, da 'ambassador' del progetto, introduce nel promo la webseries in quattro episodi (ne uscirà uno a settimana) al debutto dal 9 luglio su You tube, dedicata proprio ai ragazzi di seconda generazione. La serie, diretta da Andrea Brunetti è nata da Oltre - 'Oltre l'orizzonte, Contro-narrazioni dai margini al centro', progetto italiano realizzato da un partenariato guidato dall'Università di Roma Tor Vergata e composto con Università "La Sapienza" di Roma e le Università degli Studi di Cagliari e di Palermo, insieme a varie associazioni e con il sostegno della Commissione Europea, Direzione Generale Migrazioni e Affari Interni. L'obiettivo è sostenere i giovani di nuova generazione attraverso una narrazione positiva con esempi di inclusione, promuovendo anche percorsi di prevenzione della radicalizzazione.

Naturalmente auguriamo grande successo a questa nuova serie che unisce attori professionisti e non. Tra i suoi protagonisti, Ramzi Lafrindi, nato in Marocco, arrivato in Italia a sette anni, e già conosciuto come stand-up comedian che ironizza sui pregiudizi razziali, e Dounia Filali, classe 1997, italiana di seconda generazione, nata a Castiglione delle Stiviere (Mn). Il regista li descrive così: "Hanno personalità molto diverse. Ramzi è più istintivo, ma ha una curiosità e un'energia irrefrenabili. Dunia è una giovane donna colta, intelligente, super sveglia, molto consapevole delle tematiche anche di genere".

I quattro episodi sono accompagnati da una clip di Mahmood che racconta proprie esperienze, riflettendo sui temi proposti nella puntata. La colonna sonora non è sua, ma vi si può ascoltare "Tutto il mondo è paese" del cantante trapper milanese di origini marocchine, Maruego. Rajel (in arabo 'uomo') ha una trama che ruota intorno al personaggio di Raf (Lafrindi), giovane musulmano di seconda generazione, testardo, ribelle e provocatore, che dopo essere stato sorpreso a rubare con un gruppo di conoscenti, si ritrova per ottenere la libertà vigilata, a essere coinvolto nelle riprese di una serie. Le sue vicende si intrecciano a quelle dei ragazzi e degli adulti che incontra sul set, tra amori adolescenziali e conflitti generazionali.

La serie intende portare alla luce i problemi dei ragazzi e delle ragazze di seconda generazione, di cui si parla molto poco e che sono spesso vittime di forti pregiudizi. "Con Rajel- sottolinea Andrea Volterrani, Ricercatore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi di Roma Tor Vergata - vogliamo mettere in risalto la strada del dialogo". Stando ai dati del 2018, i minori di seconda generazione in Italia sono oltre un milione e 300 mila: "Questi ragazzi vanno considerati una risorsa per il Paese e non un problema come molti vorrebbero far credere. Sono giovani che non avendo la cittadinanza, non vivono nemmeno da cittadini di serie B, sono non cittadini".

Fonte: Ansa.it
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