L'arduo cammino delle donne nella scienza

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Ragazzi, ragazze, vi dice qualcosa la foto qui affianco? L'immagine è tratta da Mad Men una serie tv di una decina di anni fa ambientata negli 'anni 70, nel mondo delle agenzia di pubblicità newyorkesi. Nella prima puntata della serie la giovane segretaria Peggy comincia il suo primo giorno di lavoro e la responsabile delle segretarie, ovvero colei che svolge il ruolo di carriera più alto che una donna può svolgere in quel mondo e in quell'epoca, nel mostrarle la macchina da scrivere su cui svolgerà la maggior parte del suo lavoro, le spiega che gli uomini nell'inventare la macchina da scrivere hanno fatto in modo che sia facile da usare "in modo che possa usarla anche una donna!".

Ragazze... non fa un bell'effetto questa frase vero? Pensate che nel mondo raccontato da Mad Men, negli anni Sessanta, era considerato normale che gli uomini svolgessero attività dirigenziali, creative, progettuali e le donne invece facessero solo le segretarie, dovendo però stare attente a essere anche sempre carine, gentili, pronte a capire le necessità del capo, ed anche ben vestite e ben curate.

Ma torniamo alla scienza... sapevate che il primo programma per computer è stato realizzato da una donna? Ne abbiamo parlato qui, lei era Ada Lovelace e tutto ciò succedeva a metà del 1800  ma il suo contributo venne a lungo deliberatamente ignorato e sottovalutato, come è successo per tante donne. Solo nel 1979 il Ministero della Difesa statunitense onorò la sua memoria e il suo lavoro chiamando “ Ada” un linguaggio di programmazione.

Invece, oltre ad essere donne, erano donne dalla pelle scura  le tre donne il cui straordinario ingegno fu importantissimo per permettere i primi viaggi nello spazio e sulla luna. Erano matematiche e fisiche e la loro grande avventura è raccontata nel bellissimo film Il diritto di contare. E dico grande avventura perchè dovettero affrontare non solo i pregiudizi di essere donne in un mondo in cui la scienza era un campo tutto maschile ma anche quello di essere donne di colore e purtroppo considerate solo per questo non intelligenti e capaci. I loro nomi sono Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson, nelle foto che seguono potete vedere i loro veri volti e quelli "cinematografici". Ho visto il film più volte e ogni volta alcune scene mi commuovono, come quella in cui il capo di una di loro scopre che lei deve impiegare mezzora ogni volta per andare alla toilette riservata alle donne di colore posta all'estremo del centro della Nasa oppure un'altra scena in cui un'altra di loro si impone per frequentae la facoltà di fisica.

Ada Lovelace
Il diritto di contare
Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson

Potremmo parlare di tante donne scienziate, da Ipazia a Trotula de Ruggiero, da Rosalind Franklin a Nettie Maria Stevens (anche di lei abbiamo parlato qui su Echino) e poi naturalmente Marie Curie, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, delle straordinarie scoperte che hanno fatto e dello straordinario impegno che hanno dovuto infondere in un mondo in cui l'intelligenza e le capacità delle donne non hanno mai avuto valore.

Bambine, ragazze, se vi dicono che la scienza è per i maschi non credeteci, non è vero. Anche se vi potrebbe sembrare così perchè da millenni si è pensato così. Oppure perchè i giochi, le abitudini, lo stile di vita che hanno sempre proposto a noi donne ci ha portato a crederlo e ci ha portato a sviluppare di più le altre capacità. Mentre le bambine si prendono cura delle bambole e giocando con loro alimentano le capacità espressive, i maschietti giocano a pallone o alle costruzioni alimentando le capacità logiche, matematiche, geometriche. Se sono riuscite a diventare scienziate donne che non potevano neanche studiare perchè vivevano in tempi in cui a scuola andavano solo i maschi, non ci sono limiti a ciò che potrete fare voi!

Donatella Caione 11 febbraio 2020

Ipazia
Nettie Maria Stevens
Trottola De Ruggiero
Libri di Matilda Editrice

Nei libri di Matilda Editrice e su Echino troverete spesso parlare di scienziate! Ad esempio su Echino Mi specchio in te o in Che forza la danza!, Una strada per Rita, Se dico no è no!

Articolo di Donatella Caione