La storia di un sogno (racconto di Khawla )

C’era una volta, in un piccolo villaggio, un ragazzo che si chiamava Sam.

Sam era orfano, quindi viveva con suo zio, ma c’era un problema: i suoi cugini erano cattivi, non condividevano con lui i loro giochi o le loro cose, e talvolta rubavano le sue a sua insaputa. Erano gelosi di lui perché era intelligente e gentile e suo zio si prendeva cura di lui come se fosse suo padre, ma i suoi cugini a volte cercavano di dare allo zio una cattiva immagine di lui.

Un giorno, mentre andava a letto per dormire sentì una voce che lo chiamava e diceva: Sam… sei un bravo ragazzo… avrai un bel futuro, concentrati solo sul sogno. Sam era confuso, non sapeva da dove veniva la voce e cosa significasse quello che gli aveva detto, quindi andò subito a dormire. Mentre dormiva, sognò tre cavalli: il primo d’oro, il secondo d’argento, e il terzo di colore marrone. Dopo un pochino, apparve una bella fata e gli disse: ci sono tre cavalli davanti a te, devi scegliere tra loro, ma devi scegliere con saggezza perché se scegli il più debole, perderai, mentre se scegli il più forte, vincerai… Prima di aprire la bocca per parlare, si svegliò “Che strano sogno”, disse.

La mattina dopo, mentre stava mangiando un pezzettino di pane con lo zio e i cugini, tutti sentirono un rumore forte provenire dall’esterno; uscirono per vedere cosa stesse succedendo; erano soldati del re, e accanto a loro c’erano i tre cavalli che Sam aveva visto in sogno la notte prima. “Buongiorno, come possiamo aiutarvi?” chiese lo zio. “Questi sono tre cavalli per il re, dobbiamo sapere qual è il più veloce e forte tra di loro, quindi abbiamo bisogno di qualcuno che abbia abbastanza saggezza per trovare il cavallo migliore ”, disse uno dei soldati. “È semplice, vero? È chiaro che il cavallo d’oro è il migliore perché tutto ciò che è d’oro o ha il colore dell’oro è sempre buono” disse uno dei cugini. “Non è così semplice, ragazzo. Questi cavalli sono magici; se qualcuno prova a scegliere tra loro, li vedrà come se stessero parlando, e ognuno di loro cercherà di convincerlo a sceglierlo. Tutti quelli che hanno provato sono scomparsi, quindi devi scegliere il cavallo giusto, altrimenti anche tu sparirai. Ecco perché il re non ha osato scegliere e nemmeno nessuno di noi lo ha fatto”, disse uno dei soldati. “Sai cosa signore? Forse mio cugino Sam può aiutarvi” disse uno dei cugini. “Che cosa stai facendo?” disse Sam. “Non sei il più intelligente tra noi? Quindi vai ad aiutarli”, sussurrò uno dei cugini. Sam annuì e andò.

Come aveva predetto il soldato, quando Sam si fermò di fronte ai tre cavalli, vide se stesso in un mondo fantastico, da solo con loro. “Benvenuto nella terra della scelta” disse il cavallo d’oro. “Ora conosci le regole, non devi far altro che scegliere uno di noi, e ti consiglio di scegliere me; posso darti cento monete d’argento e più, inoltre, ho i capelli d’argento che brillano come la luna” disse il cavallo d’argento. “Ti consiglio di scegliermi, perché il tuo re sarà meraviglioso quando mi cavalcherà. Guarda come sono brillante, la mia coda è dorata e accuratamente pettinata, devi scegliermi” disse il cavallo d’oro. Sam pensò per un attimo, poi guardò il cavallo marrone che sembrava un po’ triste e disse: “Perché sembri così triste e silenzioso?” “Perché non ho niente che mi rende orgoglioso di me stesso” disse il cavallo marrone. Sam pensò ancora un po’ e poi disse: “Ma certo che ce l’hai; la bellezza non è la cosa più importante. Ora parlami di te”. “Va bene, non so se sono bello, ma correvo velocemente e sopportavo i pesi pesanti”, disse il cavallo. Dopo aver sentito le parole del cavallo, Sam disse: “Ottimo. ASCOLTATEMI cavalli. Ho fatto la mia scelta. Io scelgo il cavallo marrone” Non appena detto questo, Sam si trovò con il cavallo marrone di fronte al palazzo. “Andiamo dentro, devi dire al re che tu sei la prima persona che ha scelto il cavallo giusto senza scomparire” disse il cavallo. Sam annuì, insieme entrarono nel palazzo, e raccontarono tutto al re che era molto felice di aver trovato qualcuno che non si era lasciato ingannare dalle apparenze di bellezza come gli altri. E così da quel giorno, Sam con suo zio e i cugini si trasferirono a vivere nella grande città.

Sam cominciò ad andare a scuola come gli altri ragazzi. A vent’anni, diventò un insegnante universitario. Insegnava ai suoi alunni che la bellezza non è tutto e che dovevano prestare attenzione ai talenti degli altri e a rispettarli… e che il silenzio non significa affatto debolezza.

Racconto di Khawla Nakib

Per conoscere la Casa delle culture - Mediterranean Hope - clicca sulle parole evidenziate.

La bellissima illustrazione è stata realizzata per il racconto di Khawla da Tatiana Martino, che Echino, insieme a Khawla e a tutta la redazione del giornale, ringrazia di cuore.

randomness