La storia di Nadia Nadim, calciatrice

Nadia Nadim è diventata una delle calciatrici di punta della nazionale danese. Dal 2019 è anche capitana della squadra francese di calcio femminile Paris Saint-Germain.

Ma la sua è una storia che inizia in Afghanistan, quando aveva solo 10 anni: suo padre fu sequestrato e poi ucciso dai talebani. Vivevano a Kabul, la sua era una famiglia dell’alta borghesia afghana Sin da quando era piccolissima la sua vita era complicata perché non era facile resistere alla dittatura dei talebani che avevano reso il suo Paese un posto dove non si poteva giocare, sognare, andare a scuola. E certo una bambina non poteva giocare a calcio. Ma con l’omicidio del padre nel 1998 tutto è peggiorato al punto che la mamma di Nadia per proteggere e dare un futuro alle sue cinque figlie ha deciso di partire, per un viaggio di fortuna nel buio di un camion: sa che deve portare via le sue bambine da quella terra che divora i suoi figli e le sue figlie e soprattutto mette in pericolo costante la vita delle donne. 
E così questa famiglia benestante, da un giorno all’altro perde tutto, dignità, casa, terra, per andare ad aggiungersi al numero infinito dei rifugiati, dei profughi disperati che cercano un loro posto nel mondo.
Partono per il viaggio della speranza e da clandestine arrivano in Italia. Dove non c’è posto per loro. Dopo ulteriori viaggi finiscono in un campo di rifugiati in Danimarca. Un giorno Nadia, dietro le reti del campo vede qualcosa che non avrebbe mai pensato essere possibile: delle bambine che giocano a calcio. E decide di farlo anche lei, con i mezzi che ha, all'interno del campo di rifugiati. Gli anni passano, Nadia impara la lingua, si integra nel paese che l'ha accolta e contnua a giocare a calcio finchè a 16 non viene notata ed invitata a giocare nella nazionale.

E comincia la sua carriera calcistica. Oggi Nadia Nadim ha 33 anni. Continua a giocare a calcio e raccoglie grandi soddisfazioni. È stata anche nominata dall’UNESCO campione per l’educazione dei giovani, grazie anche al suo impegno nel promuovere l’uguaglianza e la parità tra generi. E nel 2017 è stata eletta danese dell’anno. Ma soprattutto si sta per laureare in medicina per realizzare quello che è il suo più grande sogno: lavorare per Medici senza frontiere.

Auguri Nadia, continua ad inseguire i tuoi sogni!