La ricetta dell'autostima

L’autostima è la fiducia e la stima che riponiamo in noi stessi.

Non si nasce con tanta o con poca autostima, non è qualcosa che ereditiamo e nemmeno qualcosa che ci possono inculcare. L’avere fiducia in se stessi è un qualcosa che va allenato e stimolato: dal momento che l’autostima si apprende principalmente all’interno di relazioni significative, i genitori e gli educatori hanno un ruolo fondamentale in questo processo nella vita di un bambino.

Come si può fare per fare in modo che il bambino possa vivere in un contesto ricco e disponibile di opportunità di imparare e potenziare la capacità di credere in se stesso?

Un ingrediente fondamentale è il bisogno di regole: se ci sono delle regole prestabilite, chiare, ben definite, adeguate alla sua età e soprattutto mantenute, il bambino si sentirà al sicuro in quanto percepirà la coerenza del mondo che lo circonda. Le regole non sono sempre belle e a volte sono proprio una grande noia: sarebbe così bello poter fare quello che si vuole! Può essere infatti che il bambino non capisca sempre la motivazione di alcune regole e per questo tenda a infrangerle, anche solo per sapere cosa succederebbe nel caso in cui dovesse disobbedire. Mano a mano che crescerà però, capirà che quelle stesse regole che non gli andavano a genio prima, possono essere una grande sicurezza in futuro dal momento che non coinvolgono solo lui, ma tutte le persone che lo circondano. Sappiamo bene che le regole a volte ci sono molto utili per mettere d’accordo il comportamento di tante persone che costituiscono ognuna una mente diversa e pertanto un modo diverso di ragionare e comportarsi: stabilire delle regole precise ci permette quindi di costruire le basi per convivere con altre persone in modo pacifico.

Un altro ingrediente per una buona autostima è l’imparare e dire e a dirsi bravo”: i bambini sono sempre in apprendimento e in evoluzione e ogni giorno imparano qualcosa. Quando un bambino fa qualcosa di nuovo e di buono è importante che il suo comportamento venga premiato: un bel “bravo” detto da un adulto che lui ritiene importante è qualcosa di un valore inestimabile. È meglio dire un “bravo” in più che uno in meno: non c’è un numero di volte limite per cui si può ripetere questa parola! Se qualcuno che sta imparando sta andando nella direzione giusta è bene che questo venga fatto notare e sottolineato, in modo che lui sappia che il continuare su quella strada può essere un vantaggio e che possa sentirsi fiducioso in ciò che sta facendo. Un bambino che si sentirà dire questa parola quando fa qualcosa di buono, avrà più possibilità di essere un bambino (e in seguito un adulto) che saprà dirsi da solo “bravo” quando va nella giusta direzione e questo è un ottimo modo per coltivare e per potenziare l’autostima.

Meglio poi concentrarsi sul comportamento piuttosto che sulla persona: nel momento in cui voglio fare una critica al bambino per fare in modo che non ripeta più un errore, è bene concentrarsi sul comportamento specifico e non sulla sua persona perché altrimenti questo intaccherà la sua autostima. Per esempio potrò dire “ho visto che non hai riordinato le tue cose: vorrei che tu le mettessi a posto” e non “ecco, sei un disastro come al solito”. Le nostre parole di adulti, soprattutto per un bambino che ci vede come un punto di riferimento possono essere davvero molto importanti: se critichiamo la persona (dicendo per esempio “sei un disastro”, “non sei bravo” e simili) il messaggio che passa al bambino sarà quello di essere “sbagliato” o incapace e questo influirà in modo negativo sul suo comportamento con il rischio di arrendersi davanti agli ostacoli. Se invece critichiamo un comportamento specifico insegniamo al bambino che queldeterminato comportamento non andava bene, non lui! In questo modo avremo più possibilità di spronarlo a migliorare e a correggersi, senza intaccare la sua autostima. Diverso è invece se vogliamo fare un complimento: in questo caso andrà benissimo sia riferirsi al comportamento specifico (per capire esattamente cosa ha funzionato e perché), sia alla persona, in modo da rafforzare la sua autostima.

Anche per questo motivo è consigliabile lodare l’impegno piuttosto che il risultato: quando un bambino prende un voto a scuola o ottiene un risultato a livello sportivo, il numero avrà certamente un peso. Prendere un voto come un 4 o come un 8 farà la differenza, così come vincere o perdere una gara. Per sostenere e aumentare l’autostima nel bambino però, ciò che più conta è l’impegno: lodare il fatto che il bambino si sia impegnato al massimo avrà un valore molto superiore al fatto di lodarlo per aver preso un 8. Il risultato infatti è qualcosa di mutevole e di esterno: non sempre dipende da noi dal momento che a volte possono esserci fattori esterni che lo influenzano. L’impegno che mettiamo in qualcosa invece è un aspetto molto più solido: se il bambino impara a impegnarsi al massimo delle sue possibilità imparerà che una parte di responsabilità di come vanno le cose è sua, oltre al fatto che impegnandosi in modo costante in qualche cosa arriverà a dei risultati migliori. In questo modo si rafforza l’autostima del bambino il quale impara che se dà il massimo che può in una situazione avrà già raggiunto un obiettivo, al di là del voto o del risultato in sé. Far notare solo ciò che va bene e che va male attraverso un numero infatti non è esaustivo: è chiarire ciò che si può migliorare che fa la differenza.

Per coltivare una buona autostima è fondamentale per il bambinosperimentare successi: per sapere quanto si vale e quanto in alto possono essere posti i propri obiettivi bisogna aver avuto esperienza di successo e di essere riusciti in qualche cosa almeno una volta. Questo non significa facilitare tutto al bambino in modo che riesca in ogni cosa e non significa nemmeno che il genitore debba sostituirsi a lui per arrivare a sperimentare un successo. Ogni bambino ad ogni fascia di età ha delle capacità e dei limiti diversi: metterlo davanti a situazioni in cui egli possa riuscire da solo senza l’aiuto di nessuno, ponendolo quindi di fronte a sfide adeguate e raggiungibili per le sue capacità è un ottimo modo per farlo sentire capace. Questo non significa che il genitore non debba mai aiutare il bambino. Anzi, il suo supporto e il suo aiuto sono fondamentali! Il messaggio che dovrebbe passare però è che il genitore c’è nel caso il bambino dovesse avere bisogno di un piccolissimo aiuto, ma che il bambino sarà in grado di riuscire anche senza di questo mano a mano che farà esperienza. Il concetto di autostima infatti è molto legato al concetto di autonomia: mi sento capace se lo so fare da solo, mentre mi sento dipendente dall’aiuto di qualcuno se ho sempre e solo avuto esperienze in cui un adulto si è sostituito a me o se il suo aiuto è stato molto più elevato rispetto alle mie capacità.

Riuscire nelle cose però non è sufficiente!Per costruire una buona autostima non si può sempre e solo vincere e sentirsi imbattibili. È fondamentale infatti nel processo di crescita di chiunquesperimentare dei fallimenti: crescere un bambino sotto una campana di vetro non solo non è utile, ma è anche dannoso. Se non si sbaglia mai si può arrivare a pensare che la vita sia sempre fatta di successi, ma siccome non è così è meglio imparare fin da piccoli che lo sbaglio, l’errore e il fallimento, sono cose normalissime. Ciò che bisogna allenare infatti non è la capacità di evitare le situazioni in cui si può andare incontro a un fallimento, ma è la capacità di non demoralizzarsi di fronte a questi e, anzi, di riprovarci ancora con più impegno di prima. Per usare un’immagine, il bambino che impara a conoscersi meglio e ad essere più fiducioso in se stesso non è quello a cui vengono tolti gli ostacoli durante una corsa, ma è quello a cui viene insegnato come saltarci oltre, imparando a sentirsi capace di affrontarli nel momento in cui ne incontrerà di nuovi.

Di fronte a un fallimento però le cose non saranno rosee per il bambino: certo ci sarà demotivazione e sconforto e in alcuni casi la volontà di arrendersi. In questi casi è importante che l’adultocorregga le sue credenze errate: a volte i bambini si possono auto-criticare duramente dicendo cose come “ecco, non sono capace a fare niente” o “basta, non ci provo più”. Sarà importante per lui avere una persona che analizzi questi suoi pensieri, mostrandogli che invece ci sono molte cose che è capace a fare, ma semplicemente alcune non gli riescono ancora e per questo motivo c’è bisogno di migliorare e di provare nuovamente. Un esempio che piace molto ai bambini e che ha spesso effetto su di loro è il seguente: “immagina un bambino che gattona ancora e che sta cercando di muovere i suoi primi passettini da solo. Immagina che si lanci in una piccola camminata preso dall’entusiasmo, ma che poi finisca con il cadere per terra. Se il bambino pensasse di non essere capace a camminare e si arrendesse, demoralizzato dalla sua caduta, finirebbe con il sedersi a terra, continuando a gattonare per il resto della sua vita. È invece importante che si trovi la forza e la motivazione di rialzarsi in piedi e di provare e riprovare ancora, fino ad imparare a camminare”.

Non da meno è il tema della fantasia: i bambini hanno spesso idee originali, irrealistiche, fantasiose e alcune irrealizzabili. Per insegnare ai bambini a pensare in modo autonomo è importanteascoltare e valorizzare le loro idee: alcune non saranno praticabili e realizzabili, ma è fondamentale che durante l’infanzia ci si senta capaci di sognare in grande, in modo che magari anche da adulto non si perda questa abilità. Un bambino che esprime una sua opinione o una sua volontà di realizzare qualcosa anche apparentemente irrealizzabile avrebbe una possibilità di incrementare la sua autostima se l’adulto, al posto di smontargli subito l’idea gli dicesse: “La tua idea è interessante: non è detto che ci si riesca, ma possiamo provarci insieme”. Non è importante l’esito, ovvero se alla fine la sua idea si realizzerà o meno: ciò che conta maggiormente per il bambino è l’esperienza di essere stato ascoltato, compreso e che la sua opinione sia stata presa in considerazione seriamente, senza essere svalutata. Questo contribuirà a rafforzare il pensiero autonomo, ingrediente fondamentale nella ricetta di una buona stima di sé.

Insomma, la ricetta efficace per costruire una buona autostima non esiste. Ci sono però alcuni comportamenti che, se adottati pienamente e consapevolmente, possono contribuire a crescere un bambino più fiducioso in sé e nelle sue capacità di affrontare la vita.

Articolo della psicologa Mirta Veniani

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