La casa misteriosa

Alea e Sandy un giorno, mentre stavano ristrutturando la casa nuova, in Montana, trovarono nella vecchia soffitta un baule nero.

La soffitta era una stanza buia, ma comunque piacevole con un bellissimo lucernario che lasciava intravedere le stelle luminose nella notte; era allo stesso tempo piena di ragnatele e di strani oggetti del vecchio proprietario, tra cui questa misteriosa “cassa”.
All’interno trovarono molte carte, in un primo momento non capirono cosa fossero, poi scoprirono che si trattava di una caccia al tesoro.

Scesero di fretta in sala: un’ampia stanza con dei divani color lavanda e il pavimento con assi di legno color rovere, stesero tutte le mappe sul tavolo e rimasero meravigliate dalla scoperta fatta.
Sul tavolo, sistemarono le carte che avevano preso come un puzzle; apparve così il disegno della cittadina in cui abitavano.
C’erano molte X (numerate) in ogni via e pure nel bosco.

La prima era proprio sotto la loro casa, in cantina, un luogo davvero spaventoso perché si narrava in una leggenda che proprio in quella stanza abitasse uno spirito.
Spaventate, ma curiose, per saperne di più di questa misteriosa caccia nella loro cittadina, scesero in punta di piedi, per non farsi sentire dallo spirito.
Arrivate, accesero la luce e per loro sorpresa non trovarono un mostro, bensì un oggetto, in lontananza, ma non capirono a primo impatto cosa fosse.
La cantina era uguale alla soffitta: buia e disordinata.

Sandy ed Alea si affrettarono ad avvicinarsi a quella cosa indefinita. Trovarono una scatola porta gioie, la aprirono, all’interno non c’erano orecchini ma un biglietto, su cui era scritto un messaggio del proprietario: Lo spirito prenderà tutti! Dovete abbandonare la casa. Andatevene! Chiunque voi siate a leggere questo messaggio.
Le ragazze si paralizzarono all’istante.

Dopo quello che avevano letto, sentirono dietro le loro spalle una risata malvagia. Alea pensò subito che fosse il mostro a ridere in quel modo, così anche Sandy.
E se fosse successo qualcosa di male? Avrebbero fatto ancora in tempo a scappare?
Così cercarono di fuggire su per le scale ma proprio in quel momento la porta si chiuse e così rimasero intrappolate.

Corsero terrorizzate di sotto, non capendo più nulla, presero il biglietto dell'ex proprietario, lo esaminarono per bene e fecero una grandiosa scoperta.
Girando il foglio, sul retro, trovarono una scritta bizzarra ma che poteva cambiare la situazione per le due ragazze.
Diceva: Fate tre passi a Sud Ovest, cinque a Nord Est, vicino allo specchio trovarete un quadro firmato S.G. Spostandolo apparirà un vano aperto nel muro, lì sarete nel covo di S.G.
Allora le ragazze abbastanza sollevate, fecero come scritto sul foglio, si ritrovarono di fronte due quadri, cercarono la firma S.G. Il dipinto ritraeva una donna in mezzo a un campo di girasoli.
Spostando il quadro trovarono il passaggio segreto, decisero allora di entrare nel tunnel.
Camminando, trovarono una botola, La aprirono e videro delle scale.
Così le scesero ed entrarono in una specie di sala di controllo.

C’erano molti computer accessi che trasmettevano immagini della cantina, riprese da alcune videocamere.
Qualche istante dopo spuntò una figura femminile da una sedia girevole.

Spaventate Alea e Sandy indietreggiarono.
La figura iniziò a parlare, si presentò e disse loro che era una fuorilegge ricercata, ma che si era pentita di tutto ciò che aveva fatto, dunque aveva vissuto per vent’anni lì senza uscire mai. Ma prima di nascondersi aveva messo quelle carte nel baule con gli indizi per farsi trovare da persone intelligenti quanto le due ragazze.
A quelle parole Alea e Sandy capirono tutto. Per i meno intelligenti invece aveva lasciato una risata finta, così sarebbero scappati e non l’avrebbero trovata.
Però una cosa non tornava loro: la porta. Come poteva da quella stanza chiudere la porta?
La donna chiarì il loro dubbio.

Non era stata lei a chiuderla ma il gatto Vento, gatto randagio trovato nelle vicinanze, che spesso si divertiva ad arrampicarsi sulla porta.
Prima di andarsene le ragazze chiesero alla donna come si chiamasse, lei disse di chiamarsi Stella Giorno. Rimasero meravigliate da quel nome, salirono di sopra salutando Stella, che probabilmente avrebbero continuato ad ospitare nella loro soffitta. Percorsero il tunnel e arrivarono alle scale.
Nel frattempo il loro gatto si era di nuovo aggrappato alla porta, aprendola e permettendo loro di entrare in casa contente.

Il “bottino” più bello della loro caccia al tesoro era la loro nuova amica, Stella.

Nei mesi successivi ristrutturarono anche la soffitta e ospitarono la nuova amica in casa.
Così nacque un’amicizia duratura, ma soprattutto vera.

Testo di Viviana e Sara
Immagine dal web

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