Il Mutismo selettivo spiegato ai bambini e alle bambine

Ti capita di non riuscire a parlare in certe situazioni oppure con alcune persone, anche se le conosci da tempo? Magari non riesci neanche con le tue maestre o con i compagni; seppur tu ne abbia una gran voglia, proprio non riesci a dire nessuna parola e senti arrivare l’emozione della paura o della vergogna. Ti sembra di essere “congelato”.

A casa, invece, ti senti tranquillo e parli, anzi la mamma e il papà dicono che sei un gran chiacchierone. Se ti trovi in una situazione che tu percepisce come tranquilla allora riesci a parlare e lo fai benissimo, perché tu sai parlare molto bene e non è che non vuoi, ma proprio non ci riesci.

Quello che capita a te, capita a tanti altri bambini e si chiama mutismo selettivo ed è la manifestazione di una forte ansia. 

I bambini che, come te, hanno questo disturbo possono comunicare a gesti e avere difficoltà a mantenere un contatto visivo, spesso restano immobili, non interagiscono, anche il linguaggio del corpo può risultare impacciato. Spesso ti senti così ansioso e impaurito da essere bloccato, è come se ti sentissi al centro dell’attenzione e questo aumenta la tua ansia, specialmente quando adulti e compagni non lo capiscono e insistono per farti parlare oppure dicono frasi come: “ il gatto ti ha mangiato la lingua?”, “ perché sei così timido?” Sei un bambino molto sensibile al giudizio degli altri e se commetti un errore ne senti il peso in modo esagerato; sei un bambino ordinato e preciso, tutto deve essere sotto controllo, se no la tua ansia diventa ancora più forte.

Ma come possono aiutarti gli altri per far in modo che tu ti senta sicuro e riesca, come dicono i grandi, ad “ aprirti al verbale”? 

Il primo atteggiamento importante è non forzarti mai a parlare: è più utile creare un clima rilassato e rassicurante, non punirti o minacciarti in caso di silenzio, non utilizzare premi come forma di ricatto (ad esempio: “Se parli ti compro quel che vuoi”) o farti sentire in colpa (“Se non parli la mamma è triste”). 

Gli adulti dovrebbero evitare di crearti eccessive aspettative o sminuire la tua difficoltà, al contrario manifestarti fiducia, fare il tifo per te e non mostrare eccessivo stupore o felicità nel caso in cui tu riesca a parlare in luoghi o con persone differenti. 

Non considerarti come oppositivo: non c’è intenzionalità nel non parlare anzi al contrario vorresti ma non riesci, l’ansia ti blocca le parole. 

La tua famiglia dovrebbe collaborare con le insegnanti perché i tuoi atteggiamenti in classe potrebbero essere molto diversi e la comunicazione tra di loro è molto importante per aiutarti.
 

Spiegarti il Mutismo Selettivo, utilizzando parole semplici e dando un nome alla tua difficoltà, ti possono leggere anche dei libri che raccontano la storia di bambini che hanno le tue stesse fatiche ( “La sfida di Riccardo”, “ La fragolina di Nicholas”, “ Telefonata con il pesce”) 

Esiste un’associazione che ha lo scopo di aiutare i bambini con mutismo selettivo. Associazione Italiana Mutismo Selettivo (AIMuSe) nasce comeorganizzazione di volontariato, per iniziativa di un gruppo di genitori di bambini affetti da Mutismo Selettivo ed è la prima organizzazione in Italia ad avere come missione primaria quella di diffondere la conoscenza di questo disturbo e di fornire un sostegno alle famiglie al fine di poter rispondere al meglio alle esigenze dalle famiglie, dagli specialisti e della scuola. AIMuSe è un punto di riferimento per gli insegnanti che si ritrovano ad affrontare le problematiche legate  al Mutismo Selettivo pertanto molte iniziative informative e formative sono dirette al mondo della scuola. I tuoi genitori possono inoltre contattare il referente della tua regione e chiedere il nominativo di uno psicologo esperto di mutismo selettivo che possa esserti d’aiuto.
 

Elena Lucia Tettamanti, Psicologa Psicoterapeuta, Coordinatore genitoriale

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