Il banchetto domenicale

Adatto a:

Era l'865 quando io, mentre stavo ballando al banchetto domenicale insieme a tutta la mia famiglia, sentii dei rumori provenire dalla piazza.

All'inizio non ci feci caso, ma dopo un po' di tempo andai fuori a vedere che cosa stesse succedendo, uscendo notai delle case in fiamme e delle persone che scappavano.
Immediatamente capii che i Vichinghi Danesi stavano cominciando l'invasione per conquistare l'Inghilterra. Se ne parlava da un po'.

Non sapevamo da dove poter scappare finché mio nonno non svelò l'esistenza di un passaggio segreto che passava sotto il lago e che arrivava a Londra. Subito ci dirigemmo verso la botola che apriva la strada per la città dove si stavano già preparando per l'assedio che sarebbe iniziato entro quattro o cinque giorni.

Trovata la botola cominciammo a camminare ma non per molto visto che abitavano molto vicino a Londra.
Nel cammino, sotto il fiume che divideva il nostro paesino dalla città, sentimmo dei passi pesanti e arrabbiati che provenivano dal ponte e cominciammo a camminare più velocemente. Superato il ponte subentrò un altro problema che ci ostacolò nel viaggio: c'era un buco piuttosto profondo che non ci permetteva di proseguire. Fortunatamente mio fratello, mentre scavava a mani nude per tentare di aggirare il buco, trovo un'enorme roccia che poteva coprire il buco e che ci permise di proseguire.

Arrivò la notte e dormimmo nel tunnel, all'alba sentimmo dei passi dietro di noi, ci alzammo velocemente e riprendemmo il viaggio, correndo per seminare quei passi sospetti. Alla fine ci riuscimmo, non capimmo mai chi era che camminava dietro di noi.

Il giorno dopo eravamo quasi arrivati a Londra quando cominciò un temporale fortissimo che per poco non distruggeva il soffitto che reggeva tutto il tunnel, ma fortunatamente non accadde. Arrivati, aprimmo la botola e ci trovammo a casa di mia zia che era con noi. Entrati in salotto, l'assedio a Londra era giá iniziato anche se molti dei Danesi erano già stati uccisi dalle truppe Inglesi. Dopo due giorni la situazione peggiorava sempre di più come quella di Londra. Dopo altri due giorni alcuni Danesi entrarono in casa nostra e uccisero tutti tranne me, mio fratello e mia zia che ci eravamo defilati nel passaggio segreto all'ingresso dei soldati nell'edificio.

Visto che la situazione a Londra era degenerata decidemmo di ritornare da dove eravamo partiti, cioè il mio villaggio natale dove avevamo lasciato il banchetto "maledetto". Quando entrammo dentro la nostra casa…

Racconto di Alessandro

Categoria: 
randomness