Giustizia per Mario Paciolla, l'Italia deve pretenderla

Aveva 33 anni Mario Paciolla ed era un osservatore delle Nazioni Unite in Colombia, impegnato ad implementare l'Accordo di pace con le Farc, siglato nel 2016. Come tanti giovani italiani, aveva studiato e si era laureato in Scienze politiche per poi partire e svolgere diverse missioni all'estero come cooperante di alcune onlus, fino a diventare un collaboratore dell'ONU, impegnato a Caguan nel dipartimento meridionale colombiano di Caquetà, dove il suo corpo è stato trovato privo di vita.

Le prime notizie giunte in Italia dopo la morte del giovane, il 15 luglio scorso, parlavano di suicidio, ipotesi rifiutata con forza dalla famiglia e dagli amici, che conoscevano Mario ed escludono categoricamente possa essersi trattato di suicidio. La madre, Anna Motta, sostiene che il figlio fosse molto preoccupato negli ultimi giorni per qualcosa che avrebbe visto. Inoltre aveva acquistato un biglietto aereo per tornare in Italia il 20 luglio insieme alla fidanzata. Purtroppo solo il suo corpo senza vita farà ritorno nel nostro Paese, a Napoli da dove era partito a dicembre e dove viveva. La tesi del suicidio traballa non solo per le dichiarazioni della famiglia del ragazzo, ma anche perché sono state trovate diverse ferite da taglio sul suo corpo. Anche il sindaco De Magistris chiede giustizia per il giovane, così come i suoi amici e colleghi, uno striscione è stato appeso sul balcone del Comune di Napoli.

Il rischio è che questa triste storia possa trasformarsi in un altro caso Regeni, senza risposte e senza giustizia. L'Italia non può permettersi di perdere così i propri figli, impegnati all'estero in Missioni di pace, di aiuto e cooperazione internazionale senza pretendere le scomode verità che si nascondono dietro questi casi. I nostri giovani sono preziosi, le loro madri e i loro padri meritano rispetto e giustizia. Ci auguriamo che possa essere fatta presto chiarezza sulla morte di Mario Paciolla, così come su quella di Giulio Regeni perché è il minimo che un Paese civile deve ai suoi figli e figlie.

Per chiedere giustizia per Mario Paciolla potete aderire alla campagna firme di Europaz, la Rete Accademica Europea per la Pace in Colombia,
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