Bei libri sull'educazione al genere

Regine della scienza di Serena Manfrè illustrato da Amalia Caratozzolo

Regine della scienza, ma soprattutto regine della vita, del sapere e dell’amore per gli altri. Rita Levi Montalcini, Maria Montessori, Caroline Herschel, Ipazia d’Alessandria e Suor Maria Celeste, figlia di Galileo Galilei raccontano ai ragazzi con parole chiare il corso delle loro vite, per nulla scontate, anzi... vite piene, stimolanti, quasi sempre difficili proprio perché nate donne.

Serena Manfrè tiene in mano il filo conduttore che lega queste cinque figure, tessendo insieme a loro una tela bellissima, arricchita dalle preziose illustrazioni di Amalia Caratozzolo. Le loro vite, il loro impegno, i loro sacrifici siano di esempio alle generazioni del XXI secolo per costruire un mondo giusto e di pace.

Piccolo uovo maschio o femmina? è un albo illustrato scritto da Francesca Pardi e illustrato da Altan rivolto ai bambini e bambine più piccoli per cominciare a parlare con loro di identità di genere. Piccolo uovo deve ancora nascere e si chiede se nascerà maschio o femmina ma andando un po' in giro per il mondo, per capire se avrà più opportunità come maschio o come femmina, comprende che l'essere l'uno o l'altra non si presenta come un limite per le tante attività che lo aspettano, insomma che sia un uomo o che sia una donna potrà fare tutto, dall'accudire il suo bambino al pilotare gli aerei. Un libro aperto, che si propone di suggerire ai bambini la possibilità di avvicinarsi ad ogni attività che si sia maschi oppure femmine, superando i rigidi schemi dello stereotipo di genere. Un libro perfetto per introdurre una discussione sul tema, a scuola.

Ottavio Cuordizucchero, di Luisa Staffieri

Il protagonista di Ottavio Cuordizucchero, di Luisa Staffieri, come d'altronde si può facilmente immaginare, è un maschio. Anzi sono due, perchè c'è anche il suo amico del cuore, Scricciolo. Ma anche questo è un libro sull'identità di genere, un libro per contrastare gli stereotipi. Anzi, quelli più duri, quelli rivolti ai maschietti. Perchè dalle bambine si accetta che facciano le maschiacce, ci può stare, ma dai maschi non si accetta che facciano le femminucce, proprio no! I maschi non devono piangere, non devono giocare con le bambole ma giocare con i soldatini, devono imparare a difendersi se un compagno è aggressivo verso di loro, devono fare i maschi insomma! E se come Ottavio non vogliono imparare a combattere? E se come Ottavio una volta innamoratosi della bella principessa Fiammetta...?

Eh sì... una principessa ce l'abbiamo anche noi, ma è una principessa "suo malgrado" che riesce comunque poi ad affermare il diritto alle sue aspirazioni!

Io sono così, è il bel libro a fisarmonica di Fulvia Degl'Innocenti e Antonio Ferrara, edito da settenove. Mi sono ritrovata e ho ritrovato i miei figli nella voce infantile protagonista che ama giocare a pallone, azzuffarsi col fratello, giocare con le costruzioni, o giocare ai pirati... Voce protagonista che ripete ad ogni pagina Mi piace, prima di descrivere il gioco o l'attività o l'emozione che ne deriva... e questo Mi piace mi ha portato indietro, ai miei giochi di bambina o mi ha fatto tornare giovane mamma che osserva suo figlio e sua figlia giocare, felici, perchè gli piaceva proprio giocare! Qualcosa che non piace però alla voce protaganista c'è... ovvero il modo in cui gli altri, in genere i grandi, etichettano i bambini e le bambine.

Il mondo per i grandi non è semplice e lineare come per i piccoli, nel cui mondo tutto è lecito e fattibile.
Non esiste il maschile o il femminile nei loro giochi, esiste solo quando sono pilotati da un adulto, altrimenti
scelgono quel che più aggrada in quel momento.
Lasciamo che sia la bambola per la bimba o il meccano per il bimbo...
ma lasciamo che sia il meccano per la bimba e la bambola per il bimbo: non filtriamo le loro scelte attraverso il nostro sguardo fuorviante.

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