Flessibilità al cambiamento

L’essere genitori è un compito complesso che richiede l’adozione di un insieme di comportamenti finalizzati a promuovere, tra le altre cose, un buon adattamento tra lo stadio evolutivo dei propri figli e l’ambiente , tra le esigenze del bambino e le opportunità offerte dal contesto sociale.

Ma come promuovere tale adattamento quando le opportunità del contesto cambiano improvvisamente?

In questo può venirci incontro una delle abilità cognitive più significative dell’essere umano : la flessibilità cognitiva.

Tale capacità fa parte delle funzioni esecutive, ossia un complesso sistema di funzioni fondamentali che permettono alle persone di regolare pensieri e comportamenti per raggiungere un obiettivo o regolare le risposte di fronte a situazioni nuove e ambigue.

Quindi, in qualsiasi situazione in cui ci sia richiesto di risolvere un problema prendendo una decisione ( ad esempio per poter aiutare il proprio bambino ad affrontare l’emergenza a cui siamo attualmente esposti ) è fondamentale un buon funzionamento e un buon utilizzo delle funzioni esecutive.

La flessibilità cognitiva, nello specifico, può essere definita come la capacità del nostro cervello di adattare pensieri e comportamenti a situazioni nuove e inaspettate: quando le richieste ambientali o gli elementi contestuali cambiano, il sistema cognitivo deve adattarsi a tale cambiamento. Tale adattamento può avvenire attraverso un processo che prevede i seguenti passaggi: 

  • lo spostamento dell’attenzione 
  • la selezione delle informazioni sulle quali costruire la risposta (cioè il comportamento da adottare)
  • lo sviluppo di un piano o una strategia per rispondere in maniera“flessibile”al mutamento del contesto

In altre parole, ci permette di capire se ciò che stiamo facendo funziona, ha smesso di funzionare o potrebbe diventare addirittura nocivo, per noi stessi e gli altri, se continuassimo a farlo e, di conseguenza, ci permette di ipotizzare, confrontare e scegliere quali comportamenti alternativi mettere in atto.

La capacità di cambiare strategie di pensiero e azione per far fronte a nuove situazioni non viene appresa tout court, una volta per tutte, ma inizia il pieno del suo sviluppo fra i 7 e i 9 anni e può essere stimolata e potenziata durante tutto l’arco di vita. 

Avere buoni livelli di flessibilità cognitiva significa:

  • riuscire a tollerare meglio i cambiamenti, anche quando questi sono repentini
  • riuscire ad assumere con maggior facilità la prospettiva dell’ altro e trovare così accordi comuni 
  • riuscire a notare e cogliere con maggior facilità, diversi aspetti della realtà, guardando da prospettive differenti, trovando anche più soluzioni alternative allo stesso problema

Come stimolare la flessibilità cognitiva nei bambini?

Innanzitutto è utile ricordare che i bambini imparano anche e soprattutto per imitazione: l’adulto diviene dunque un modello di apprendimentoper un atteggiamento flessibile o, al contrario, caratterizzato da rigidità.

Il gioco rappresenta sicuramente un momento fondamentale nella crescita emotiva e cognitiva dei bambini; è quindi possibile selezionare e proporre attività ludiche che favoriscano la stimolazione e lo sviluppo delle funzioni esecutive in generale, e quindi della flessibilità. Nella scelta vanno prese in considerazione l’età , i tempi e le necessità, nonché le preferenze del bambino. 

Già nella fascia di età che va dai 3 ai 6 anni prende avvio la fase in cui è possibile sperimentare i cosiddetti “giochi da tavolo”, che rappresentano una risorsa importantissima per lo sviluppo delle abilità relazionali e sociali e delle funzioni esecutive che assumeranno un valore crescente con l’avvicinamento all’età scolare. Per i bambini in età scolare, oltre ai giochi da tavolo adatti all’età, si trovano in rete molte app, gratuite e a pagamento, che hanno la funzione di allenare tali capacità attraverso il gioco individuale o di sfida.

Infine, ma non meno importante, anche la Mindfulness sembrerebbe giocare un ruolo importante nello stimolare lo sviluppo delle funzioni esecutive. Mindfulness significa essere consapevoli e dunque dirigere l’attenzione al momento presente, al qui ed ora, senza farsi trascinare dalle pressioni della vita quotidiana. Questa capacità, per essere allenata, richiede intenzionalità ed esercizio, ma i benefici che se ne possono trarre sono molteplici, soprattutto in termini di flessibilità. Sono state create ed elaborate molteplici attività di Mindfulness adattate ai più piccoli che permettono di migliorare l’autoregolazione degli stati interni, che è correlata alle funzioni esecutive. Quando si viene sottoposti ad uno stress intenso e costante, come quello derivante da un improvviso cambiamento, tali abilità si riducono e rischiano di deteriorarsi compromettendo così l’apprendimento e la capacità di prendere decisioni assennate; è proprio in questi momenti che la Mindfulness può venirci in aiuto, aiutandoci a sviluppare una migliore flessibilità al cambiamento. 

Si consiglia, a tale proposito, la lettura del libro “Calmo e Attento come una ranocchia” di Eline Snel ( 2015) in cui oltre ad un’introduzione all’importanza della Mindfulness sono presenti molti esercizi per genitori e bambini.

Dott.ssa Federica Vigorito

Psicologa e Psicoterapeuta in formazione

Categoria: