Eleonora Perretta, illustratrice. Intervista

Ci piace dare spazio ai giovani, Eleonora Perretta ha venticinque anni e vive a Domodossola, a noi sembra una promessa nel mondo dell'illustrazione e siamo felici di presentarvela attraverso un'intervista.

A che età hai scoperto la tua passione per l'illustrazione? Chi ti ha incoraggiata e sostenuta?

Ho sempre avuto la passione per l'arte in tutte le sue forme. Ho sempre disegnato e dipinto, cercando così di dare sfogo alla mia creatività e intraprendendo un percorso in cui ho sempre trovato molto supporto e sostegno, sia da parte della mia famiglia che degli amici.

Come ti è sembrato il tuo primo contatto con il mondo dell'editoria per l'infanzia?

Nell'aprile 2017 ho partecipato alla Children's Book Fair di Bologna in qualità di illustratrice. E’ stata un'esperienza che mi ha stimolato molto e mi ha offerto una prima finestra sul mondo del lavoro, nonostante fossi ancora una studentessa di illustrazione digitale all'Imasterart di Milano.

Cosa sogni di fare nella vita?

Mi sto impegnando molto per realizzare la mia ambizione più grande, diventare character designer per gli studi di animazione e illustrare libri per l'infanzia. La strada non sarà semplice, ma sto lavorando molto duramente per raggiungere i miei obiettivi e costruire una carriera piena di soddisfazioni.

Ti ispiri a qualcuno?

Traggo la mia ispirazione principalmente da illustratori contemporanei e fumettisti che seguo da anni, come Benjamin Lacombe, Pernille Orum, Barbara Canepa, Alessandro Barbucci e molti altri. Cerco anche nuove ispirazioni dalla vita di tutti i giorni e dall'ambiente che mi circonda.

Da bambina leggevi?

Ho sempre amato la lettura, e fin da bambina ho sempre amato il mondo dei fumetti e mi soffermavo sempre sulle illustrazioni e sui disegni nei libri. Già sognavo di vedere un mio lavoro pubblicato.

L'arte e la bellezza aiutano a crescere?

Non sarebbe la stessa cosa vivere in un mondo senza arte e senza bellezza. L'arte ci circonda ogni giorno e la possediamo dentro di noi. Grazie all'arte riusciamo a vedere il mondo con occhi sempre nuovi. Quando disegno, cerco proprio di fare questo: creare nuovi mondi e decidere chi fare entrare. Ho scelto questa professione perché mi permette anche di evadere da una realtà che sempre più spesso delinea un mondo pieno di odio e distruzione, questioni che nelle mie creazioni non possono entrare.