Echino intervista Giuseppe Beccia, il consigliere comunale che ha voluto la cittadinanza onoraria per 53 bambine e bambini

Giuseppe Beccia, da membro del consiglio comunale di Troia hai presentato una mozione per dare la cittadinanza onoraria a 53 bambine e bambini figli di immigrati nati in famiglie residenti nella vostra bella cittadina.

Innanzitutto, vorremmo sapere, perchè hai deciso di candidarti al consiglio comunale? Come è nata la tua passione per la politica?

Ho iniziato ad interessarmi alla politica quando avevo 14 anni, al liceo. Mi sono impegnato nei movimenti studenteschi, nei movimenti per la pace e nelle campagne in difesa dei diritti umani. Ho sempre pensato che la mia felicità dipendesse, in qualche misura, dalla felicità di tutti gli esseri umani. Insomma, come puoi essere felice quando sai che un tuo coetaneo muore sotto le bombe in Medio Oriente o su un barcone nel Mediterraneo? Chiudere gli occhi e far finta che le ingiustizie non esistano è da codardi. E di ingiustizie ce ne sono ovunque anche intorno a noi, i giovani ne vivono tantissime in prima persona. Ecco, io ho sempre creduto nelle parole dei ragazzi della scuola di Barbiana di Don Lorenzo Milani: "Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l'avarizia". Ho continuato ad impegnarmi per tutta la mia vita e sono finito a lavorare prima ad Amnesty International a Roma e poi in una Ong a Bruxelles dove ho vissuto per 4 anni. Però mi mancava la Puglia. Così sono tornato e insieme a degli amici abbiamo iniziato a lavorare qui, nel turismo. In quegli anni abbiamo anche fondato un movimento che si chiama "Libertà è Partecipazione" ed è grazie a questo movimento che abbiamo poi deciso di candidarci alle elezioni. Sognavamo una città diversa e così abbiamo deciso di impegnarci in prima persona. Io ero il candidato sindaco e ho dovuto confrontarmi alle elezioni con mio padre, ex sindaco e candidato contro di me in un'altra lista. È stata dura ma è stata anche una lezione per tutti: due persone che si vogliono bene possono avere idee diverse e rispettarsi. Perfino candidarsi uno contro l'altro. Oggi siamo entrambi consiglieri di opposizione.

Come è nata l'idea di presentare questa mozione?

È nata seguendo l'esempio di altri Comuni. Alcuni colleghi consiglieri avevano presentato la mozione in altre città (io avevo letto quella di un bravissimo consigliere di Terlizzi, Giuseppe Volpe) così ho deciso di approfondire l'argomento e ho scoperto dell'esistenza di una campagna dell'UNICEF che invita i Comuni a conferire la cittadinanza onoraria ai bambini stranieri nati in Italia per sollecitare la modifica della legge sulla cittadinanza e riconoscere, finalmente, il diritto ad essere italiani se si nasce in Italia. Ho poi scoperto che perfino l'ANCI, l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, aveva sollecitato i Comuni in questa direzione e anche il Presidente della Repubblica aveva espresso apprezzamento verso questa proposta. Così ho proposto al mio movimento di farci portavoce di questa mozione e l'ho sottoposta all'attenzione del Consiglio Comunale.

Ci racconti qualcosa delle bambine e i bambini che vivono a Troia? Com'è la loro vita? Sono integrati? Come vivono le loro famiglie?

A Troia ci sono 73 bambini stranieri, cioè nati da genitori stranieri. Di questi alcuni sono arrivati in Italia da poco e si stanno integrando pian piano (e sono i benvenuti) altri invece sono proprio nati qui, in Italia, e sono 53 in tutto. Molti di loro sono nati a Foggia o a San Gíovanni Rotondo e hanno sempre vissuto qui. Questi bambini parlano l'italiano (e il dialetto) meglio della lingua dei propri genitori. Studiano nelle scuole italiane, conoscono la storia e la letteratura italiana molto meglio di quella dei loro genitori e molti di loro, magari, tifano per l'Italia e per... il Foggia. Non distinguereste un bambino "straniero" da un bambino italiano quando giocano a pallone nelle piazze del centro storico. Insomma sono a tutti gli effetti italiani, ma la legge italiana, per il momento, non li riconosce come tali. Per questo era importante lanciare un segnale.  

Come è stata accolta l'approvazione della mozione dalla cittadinanza?

Bene, mi pare. Ci sono, è vero, fenomeni di intolleranza crescenti verso "gli altri". Qui come altrove. Sono visibili soprattutto nella violenza continua sui social network. Sono rimasto sbalordito quando, proprio la mattina del Consiglio Comunale, ho letto i commenti agli articoli dei quotidiani locali on line che parlavano del rogo della tendopoli di Borgo Mezzanone, dove vivono molti migranti, spesso richiedenti asilo o rifugiati. Decine di commenti esprimevano gioia per quel rogo e per i migranti feriti o in pericolo di vita. Commenti del tipo: "devono bruciare tutti" mi hanno fatto raggelare il sangue. Ne ho parlato in Consiglio perché penso che noi dobbiamo occuparci anche di questo, di fenomeni preoccupanti di intolleranza. Insomma, ci sono episodi come questi. E poi c'è la stragrande maggioranza dei cittadini che, invece, si impegna per l'integrazíone e per dare valore alle differenze. Perché le differenze alla fine sono una grande ricchezza. Noi a Troia abbiamo la fortuna di avere i Missionari Comboniani che in tanti anni di impegno sul territorio ci hanno insegnato ad amare l'altro, soprattutto i fratelli e le sorelle africani e chiunque altro viva nel bisogno. Credo che la nostra sia una città matura e vaccinata da questo punto di vista e sono stato felice di vedere così tanto consenso verso la nostra proposta. Così come sono stato felice che tutti i colleghi consiglieri presenti abbiano votato a favore. Per la città è un messaggio importante: possiamo essere in disaccordo su tutto (e spesso con la maggioranza lo siano). Ma non perdiamo l'umanità. L'umanità è un bene troppo prezioso.

Nelle foto si può ammirare la bellissima cattedrale di Troia (tipico esempio di romanico pugliese con influssi pisano-bizantini e musulmani, iniziata a costruire nell'XI secolo e terminata nel XIII secolo) e il suo splendido rosone. Se vuoi saperne di più di questo caratteristico borgo situato in provincia di Foggia sulle pendici del subappennino danno clicca qui.

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