E se fossero gli atleti a giocare in mutande?

Sapevate che esiste una regola della Federazione Internazionale della pallamano che prevede che la divisa delle atlete includa un bikini? Sì quasi come quello che si usa in spiaggia. Se il pezzo di sopra è un comodo reggiseno tipo top il pezzo di sotto è un vero e proprio slip. Secondo il regolamento lo slip non deve coprire i loro glutei per più di 10 centimetri. Sembra assurdo vero? Eppure non accettare questa regola comporta essere squalificate e multate.

Ma ai Campionati Europei di pallamano che si sono svolti nei giorni scorsi  in Bulgaria la nazionale femminile norvegese ha sfidato il regolamento, scendendo in campo con degli shorts al posto degli slip imposti dal regolamento. Le ragazze hanno voluto in questo modo ribellarsi ad un (non) abbigliamento che le mette a disagio, mette in evidenza il loro fisico invece della loro bravura e fa sì che gli occhi di chi guarda non vadano su come colpiscono la palla ma su loro parti del corpo. Le giocatrici della nazionale norvegese femminile di pallamano dunque hanno sfidato il regolamento e così facendo, a mio parere, anche se hanno perso il bronzo, hanno vinto la medaglia della libertà.

La federazione nazionale norvegese si è pronunciata in loro sostegno e pagherà una eventuale multa.

E' talmente radicato il sessismo negli sport femminili che a volte non riusciamo neanche a vederlo. Vi do un consiglio, per capire se un comportamento o una regola è sessista: chiederci se l'applicheremmo agli uomini!