Diritto all'uguaglianza e all'identità

Il diritto all'uguaglianza e all'identità per tutti i bambini e le bambine è sancito dagli articoli 2 e 8 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia che fu approvata il 20 novembre 1989. Ecco il testo dei due articoli

Articolo 2

Gli Stati parti si impegnano a rispettare i diritti enunciati nella presente Convenzione e a garantirli a ogni fanciullo che dipende dalla loro giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza.

Gli Stati parti adottano tutti i provvedimenti appropriati affinché il fanciullo sia effettivamente tutelato contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivate dalla condizione sociale, dalle attività, opinioni professate o convinzioni dei suoi genitori, dei suoi rappresentanti legali o dei suoi familiari.  

Articolo 8

Gli Stati parti si impegnano a rispettare il diritto del fanciullo a preservare la propria identità, ivi compresa la sua nazionalità, il suo nome e le sue relazioni familiari, così come riconosciute dalla legge, senza ingerenze illegali.

Se un fanciullo è illegalmente privato degli elementi costitutivi della sua identità o di alcuni di essi, gli Stati parti devono concedergli adeguata assistenza e protezione affinché la sua identità sia ristabilita il più rapidamente possibile. 

Tutti i bambini hanno gli stessi diritti, a prescindere dal colore della pelle, dalla lingua, dalla religione, dal sesso, dalle condizioni economiche o di salute. Sembrerebbe scontato vero? Purtroppo però non è così: i bambini vengono discriminati perchè hanno un diverso colore della pelle, perchè praticano una diversa religione, perchè hanno delle disabilità fisiche, perchè appartengono a famiglie con condizioni economiche difficili. E in molte zone del mondo vengono discriminate in modo particolare le bambine, che non possono studiare, non possono giocare in libertà, non possono fare ciò che desiderano. A volte la discriminazione è apparente, altre volte invece, pur non essendoci discriminazione, non si fa in modo che tutti/e abbiamo realmente pari opportunità. Pensiamo ad esempio in questo periodo alla scuola a distanza, che è molto più difficile per chi non ha genitori in grado di aiutare a seguire le lezioni o non ha computer e collegamento internet adeguato.

Anche il diritto all'iidentità, come quello all'uguaglianza e tanti altri diritti può essere "letto" sia in chiave di differenze fra Paesi che di differenze all'interno del nosro Paese. Identità infatti vuol dire il diritto a una identità giuridica ma anche il diritto di essere se stesso/a, come si desidera (e non come piacerebbe a papà o mamma), con le proprie inclinazioni, con la possibilità di scegliere che sport praticare, con quali giochi giocare ma anche di manifestare le proprie emozioni liberamente, senza subire condizionamenti dettati da pensieri stereotipati degli adulti.

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Donatella Caione

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