Promosso o bocciato?

Diceva il maestro Manzi: "Fa quel che può, quel che non può non fa!" E in poche parole aveva concentrato tutto, non ci sarebbe nulla da aggiungere, per chi comprende, per chi sa vedere oltre. Però... però..."Non sta mai attento!" "Dorme in classe!" "Non mi ascolta quando parlo!" "Mi sfida!" Ma te lo sei chiesto perché non è attento/a? Hai davvero fatto tutto quello che potevi per attirare la sua attenzione? Chi è la sua famiglia? Ne conosci l'inconsistenza, la sua fragilità? E che ti aspetti da un ragazzino/a che è cresciuto/a in un ambiente distratto, poco attento ai suoi bisogni? Perché dovrebbe ascoltare parole banali se puoi le verifiche sono fatte non per verificare, lo dice il termine stesso, quello che ha imparato, ma per mortificare? Obiettivi irraggiungibili, alla portata solo di pochi eletti!  La sfida è talvolta l'unica arma che resta ai giovani ed è un'arma sana: ti metto in discussione adulto perché aspiro ad essere migliore di te, poi forse un giorno mi accorgerò di aver fallito anch'io, come hai fallito tu, ma intanto ci provo! La vera sfida è che tu, adulto, non cada nella mia rete, come un pesce perché là dentro, io e te, restiamo intrappolati.E se sarete riusciti a dare una risposta a tutte queste domande e a mille altre ancora, allora buona bocciatura, ma ricordatevi sempre che non è il ragazzino/a ad aver fallito, sono gli adulti che gli/le stanno intorno fallimentari!

Tutto vero! Non aggiungerei altro...

Ho regalato la frase del maestro Manzi a tutti i miei bimbi che quest'anno hanno terminato la quinta. .sono stati un gruppo fantastico sempre pronti a dare il massimo ogni volta che glielo chiedevo. Mi mancheranno ....

Un bambino bocciato è una sconfitta di tutti.

Prima di tutti della sua famiglia.

Ma subito dopo di chi non è riuscito ad insegnargli ad essere capce di non farsi bocciare.

Per cui, il primo ad essere bocciato, paradossalmente, è proprio l'insegnante.

Che, di conseguenza, non boccia più e... benvenuta ignoranza!!!

Sicuramente è una sconfitta dei grandi, sì! Apprendere è una gioia, un bambini che non desidera apprendere non esiste. Se le cose non funzionano vuol dire che o ha  delle difficoltà o gli si è fatto detestare l'apprendere.

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