Come sostenere i bambini e le bambine nell’esperienza del lutto

“Il miglior antidoto contro la paura della morte è parlarne, fare domande, raccontare ciò che terrorizza, piangere, per poi riuscire a mettere tutto in un cassetto del cuore e ripartire”.( A. Pellai )

Una delle domande che più spesso viene posta agli psicologi è se si può parlare di morte ai bambini, in particolar modo quando questi sono direttamente o indirettamente coinvolti nell’esperienza del lutto. La risposta è sempre sì. Per quanto per un adulto possa essere faticoso trattare un tema non facile, che ha delle risonanze su ognuno di noi, i bambini hanno la necessità di essere accompagnati, in quanto non possiedono ancora una maturità di pensiero tale da riuscire a concepire la morte come un naturale e inevitabile passaggio della vita.

Evitare l'argomento non preserva i bambini dalla sofferenza e, soprattutto, non li sostiene nel lungo processo elaborativo che devono necessariamente affrontare; è importante sostenerli emotivamente nel gestire l’esperienza del lutto e non venirne sopraffatti. I bambini comprendono ciò che accade, lo sentono, lo percepiscono dai volti, dalle conversazioni, dai non detti; necessitano pertanto di adulti che fungano da “base sicura”, che li supportino a comprendere la realtà, a gestire le emozioni, a spiegare i fatti e suscitare in loro pensieri di speranza che li aiutino ad andare oltre la situazione in cui si trovano. Il lutto è un’esperienza di apprendimento fondamentale, è  un processo che avviene nel tempo ,in base alla quale gli individui sapranno affrontate  le successive esperienze di perdita nel corso della vita. Talvolta alcuni adulti hanno essi stessi delle grosse difficoltà legate all’esperienza della morte e quindi risulta particolarmente difficile essere un sostegno per i bambini; il consiglio in queste situazioni è di chiedere aiuto, facendosi accompagnare in questo da parenti, insegnanti o professionisti.

 

Secondo lo psicologo Bowlby, il processo di elaborazione del lutto, si articola in 4 fasi:

  1. Torpore e incredulità che può durare da alcune ore a una settimana, quando si riceve la notizia della perdita. Con scoppi d’ira o dolore, un’anestesia emotiva che subentra per tutelarci di fronte al trauma subito.
  2. Ricerca e struggimento per la persona persa, che può durare alcuni mesi, a volte anni. Ci possono essere dolori fisici, angoscia, insonnia e rimuginamenti. Sono presenti due stati d'animo predominanti e alternanti: la certezza della morte e l'impossibilità di crederci. Appare anche la collera, di solito rivolta a chi è considerato responsabile dell’evento oppure verso il defunto. 
  3. Disorganizzazione e disperazione dopo l'ansiosa ricerca della persona persa, quando si accetta che la perdita é permanente, che scompaiono la collera ed i rimproveri e subentra una tristezza profonda.
  4. Riorganizzazione, l’accettazione graduale della perdita, la persona scomparsa viene “ricollocata" emozionalmente nel mondo interno di chi resta.

Non ci si deve aspettare da parte dei bambini una risposta univoca alla scomparsa di una persona cara, poiché le loro reazioni dipendono dall'interazione di molteplici fattori.
Ogni bambino troverà un suo personale e specifico modo di elaborare il lutto ma è fondamentale accompagnarlo nel:

  • comprendere la realtà che sta vivendo, utilizzando anche metafore, storie e film. 
  • riconoscimento delle proprie emozione, accoglierle, dargli un valore e aiutarlo nel gestirle.
  • sostenerlo a ricostruire una relazione privilegiata con una figura adulta a cui possa fare riferimento (nel caso la perdita riguardi una persona particolarmente significativa). 
  • tutelare la memoria di chi è scomparso ma nel medesimo tempo accompagnarlo nel distacco.

Rispetto al materiale che può essere utilizzato per aiutare i bambini nel faticoso processo di elaborazione del lutto, vi segnalo i libri: “ La tela di Carlotta” di E.B. White (da cui è stato tratto anche un film di animazione), “ L’isola del nonno” di B.Davies, “ Il giardino” di G.Maag, “ E dopo mille” di A.Bley, “ Al di là del bosco” di L.Sideri e V. Falcone, “L’albero dei ricordi” di B. Teckentrup.

Dott.ssa Elena Lucia Tettamanti

Immagine nell’artista Bansky tratta da internet