COME PREVENIRE L’ANSIA DA PRESTAZIONE NEI BAMBINI?

Fa impressione parlare di ansia da prestazione già nei bambini. I dati, però, sembrano confermarcelo: sono sempre di più i bimbi che, già da piccolissimi, soffrono di vera e propria ansia da prestazione. Di fronte alle piccole e grandi sfide quotidiane, infatti, può capitare che i bambini entrino in ansia, si blocchino e non riescano a vivere bene la quotidianità.
Purtroppo, la nostra società esacerba questa tendenza. Il focus sulla performance, infatti, porta a investire molte aspettative sui risultati. Di contro, si perde l'importanza del processo e dell’impegno investito. Certamente, la tendenza a voler far sempre meglio è positiva. La volontà di migliorarsi e pretendere sempre di più da se stessi è una spinta costruttiva che, se gestita bene, è sicuramente una grande risorsa. Quando, però, questa tendenza è eccessiva rischia di bloccare i bambini e i ragazzi. Ciò, inevitabilmente, comporta una serie di conseguenze che, in qualche modo, creano un circolo vizioso che va a rinforzarsi.

Ma da dove nasce l’ansia da prestazione? A volte i genitori riportano, ad esempio, che le loro aspettative nei confronti del bambino sono nella norma e che è il bimbo stesso a pretendere tanto da se stesso. La pressione dunque, sembra nascere dal piccolo stesso e non provenire dal contesto. Allo stesso tempo, però, l’ambiente ha un ruolo cruciale per supportare i bambini a credere in se stessi, evitando lo svilupparsi di una vera e propria ansia da prestazione.
Cosa possono fare, dunque, genitori ed insegnanti per supportare i bambini ad affrontare le piccole e grandi sfide quotidiane?
Per aiutare i bambini in questo senso, il primo passo è quello di metterli in condizione di poterle vivere. Ciò significa evitare di iperproteggere i bambini da qualsiasi piccola frustrazione. Anche perchè nella vita, purtroppo, prima o poi si troveranno ad affrontare una delusione o una sconfitta. Imparare fin da piccoli che questo fa parte della quotidianità è molto importante, anche per imparare col tempo ad affrontare questi momenti.
Anche le aspettative che gli adulti hanno verso i bambini giocano un ruolo cruciale. Standard troppo elevati, infatti, non sempre spronano il bambino a migliorarsi, anzi. Spesso, la paura di sbagliare e di deludere chi vi è intorno è così alta che i bambini sviluppano un’autostima fragile, perchè strettamente collegata con i risultati che riescono a ottenere. Ciò non significa non spronare i bambini a migliorarsi. Al contrario: l’impegno è molto importante, ma il risultato non sempre rispecchia il lavoro che c’è dietro. Per questo è importante lodare i bambini per la loro tenacia e per il loro impegno, piuttosto che solo per il risultato ottenuto.

Il ruolo dei genitori e degli insegnanti, dunque, è molto importante. Come sempre, il metodo educativo più potente, anche in questo caso, è l'esempio. Il modo con cui noi adulti ci approcciamo alle piccole e grandi sfide quotidiane è fondamentale per i bambini, perchè offre un possibile modello di riferimento. I bambini, infatti, decifrano le situazioni e cercano di capire dall'ambiente come comportarsi. E’ importante, dunque, aiutare i bambini, a parole e con l'esempio, a focalizzarsi sul processo e non solo sul risultato. Trovare insieme il desiderio di gioire dei piccoli successi quotidiani. Trasmettere, e questo è molto importante, che non è il risultato di una verifica o di una partita a definire il nostro valore. E’ utile, nel quotidiano, anche accettare che si può perdere o sbagliare e, da qui, migliorarsi.

Infine, è molto importante anche evitare i confronti. Spesso, infatti, si pensa che questo possa servire a spronare i bambini. In realtà, il confronto con altri bimbi spesso rischia di influire sull’autostima e sulla fiducia che il piccolo ha nelle proprie capacità. Può essere utile riflettere sui progressi del bimbo, ma non metterli a confronto con altri coetanei. Ciò, inoltre, può essere fatto sulle prestazioni, non sul bambino stesso. Il bambino, infatti, non è la sua prestazione. Ogni bambino è unico e irripetibile.

Dott.ssa Annabell Sarpato

Immagine di Adele Zuccoli