Come il fior di loto…

Adatto a:

In questo periodo di grande difficoltà, che sta mettendo a dura prova adulti, bambini e adolescenti, mi torna spesso in mente una storia: la storia del fiore di loto. Ed è per questo che ho deciso di condividerla con voi.

La vita di questo fiore è più difficile di quello che si possa pensare: inizia a germogliare nell’acqua sporca circondato da fango e la strada per arrivare in superficie è molto difficile. Ma quel piccolo seme non si arrende e nonostante venga colpito e scheggiato dai sassi continua a crescere. Pian piano inizia a sbucare dall’acqua ed è allora che inizia a sbocciare, aprendo i suoi petali al sole e all’aria fresca.

Una volta sbocciato, superate le avversità, sul fiore non vi è traccia di fango o sporcizia, è pronto a mostrarsi in tutta la sua bellezza.

È un fiore che può sembrare fragile, ma è resistente e flessibile, saldamente ancorato sotto la superficie dell’acqua ma con uno sguardo proiettato verso il futuro.

Il fiore di loto è quindi simbolo di resilienza, cioè di quella capacità di resistere alle avversità, sapendo cogliere qualcosa di buono e sapendo trasformare le difficoltà in una spinta verso il cambiamento.

Essere come il fior di loto significa saper cogliere qualcosa di positivo anche nei momenti difficili e sapersi trasformare attraverso le proprie risorse.

Utilizzare le metafore potrebbe risultare molto utile, soprattutto con gli adolescenti, per i quali a volte è difficile esprimere le proprie emozioni, soprattutto se negative. Avere la possibilità di proiettare la situazione che si sta vivendo su qualcosa di esterno, come in questo caso, sulla storia del fiore di loto, può aiutare ad aumentare la consapevolezza e ad interiorizzare in modo naturale un nuovo punto di vista verso se stessi e verso gli altri.

Rimanendo sempre in ambito metaforico, con bambini di ogni età, potrebbe essere molto interessante la lettura di favole, nelle quali possano cogliere spunti e immedesimarsi in alcuni dei personaggi che alla fine scelgono la strada dell’accettazione di sé e della felicità.

Per i bambini, potrebbe essere infatti molto più semplice passare attraverso l’immedesimazione nei personaggi per comprendere meglio ciò che stanno vivendo e per cogliere strategie di adattamento che prima forse non avevano nemmeno immaginato.

Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo. (Gianni Rodari)

Consigli di lettura: 

  • 11 favole di felicità. Imparare a pensare positivamente di Rosalba Corallo (Erickson)
  • Favole al telefono di Gianni Rodari

Articolo della dottoressa Elisabetta Piccinno, illustrazione di Sofia, terza media

Categoria: