Combattere il cyberbullismo

Combattere il cyberbullismo

Dovete sapere ragazzi e ragazze che ci sono delle leggi che sono particolarmente importanti per voi giovani. Una di queste è la legge approvata in questi giorni sul cyberbullismo. In Parlamento se ne discuteva da molto perchè già da alcuni anni con la diffusione di internet questo fenomeno stava diventando sempre più grave sino al punto da provocare la tragica decisione di alcuni ragazzi e ragazze di togliersi la vita perchè vittime di cyberbullismo.

Innanzitutto la legge definisce il cyberbullismo, altrimento detto bullismo online o bullismo telematico: "Bullismo telematico è ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d`identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. Nonché la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo”.

Questa legge è molto importante perchè per la prima volta viene ribadito che ci sono comportamenti online che possono essere gravi, offensivi, dannosi tanto quelli non online. Ormai la distinzione tra vita online e vita offline è davvero minima e le attività che svolgiamo online soprattutto attraverso i social network hanno conseguenze anche nella nostra vita reale poichè i comportamenti online influenzano anche quelli offline. Insomma pubblicare un foto in cui si prende in giro un compagno o una compagna non è una cosa "solo online"  ma è una presa in giro grave, vera e propria. E non importa se quella foto era stata scattata con il permesso o senza dell'interessato/a. 

Anzi il cyberbullismo è ancora più grave perchè gli atti di presa in giro, di molestia, di derisione, di pettegolezzo si amplificano e quindi aumenta la loro portata e la loro gravità. Un pettegolezzo fra 2-3 amici o amiche può finire lì, ma un pettegolezzo in rete può diffondersi anche oltre la nostra volontà ed immaginazione. Lo ha ricordato pochi giorni fa anche, in una lettera alla Presidente della Camera, il papà di Carolina, la ragazza di 14 anni che nel gennaio del 2013 si tolse la vita dopo aver subito atti di bullismo in rete.

La legge dunque è molto importante, ma non basta. Perché la legge ci dice che questi comportamenti sono illegali, sono vietati, sono da reprimere. Ma perché il fenomeno sia veramente arginato è importante che voi ragazzi e ragazze comprendiate il potere che così come nel bene anche nel male ha la rete, hanno Facebook o Twitter. Ci può sembrare estremamente banale scrivere uno stato, scattare una foto e condividerla (magari approfittando di un momento in cui il soggetto fotografato non ci vede) o addirittura fare un video, ma non lo è affatto. Dobbiamo comprendere tutti che questi comportamenti ci sfuggono di mano, una volta condivisi non siamo più noi a gestirli. E sono comprtamenti vietati.

randomness