Colori e volti dell'Ecuador

Viviamo in un mondo in cui fatichiamo a guardare le persone considerandole esseri umani. La storia di Yosefa, la migrante ripescata in mare allo stremo delle forze, il cui sguardo terrorizzato ha toccato il cuore di molti di noi, lo dimostra. Sì, perché proprio quello sguardo ha infastidito moltissimo coloro che giocano sulla pelle delle persone e che trasformano in odio la paura del popolo bue, quello incapace di pensare con la propria testa. E così alcune menti marce hanno pensato di spostare l'attenzione sulle unghie di Yosefa, che le volontarie della nave di soccorso avevano cercato di ravvivare con un po' di smalto per creare un legame con quella povera creatura. La macchina del fango ha messo in dubbio tutta l'operazione di soccorso proprio su quelle unghie, insinuando che Yosefa fosse un'attrice.

Non mi dilungo nel commentare questo atto vergognoso.

Vi offro in cambio di tanta povertà morale i volti di molte persone, ecuatoriane e non, che ho incontrato nel mio recente viaggio. Facce belle, intense, espressive. Non so perché, forse anche per contrasto alla nostra società malata, ma sono molto attratto dagli altri. Mi incantano le persone, con i loro svariati mestieri: chi lustra le scarpe, chi vende gelati, frutta, gioielli, chi suona per la strada e chi chiede la carità. Osservo i loro volti, mi perdo nei loro pensieri che vorrei conoscere, incrocio i loro sguardi e rubo uno scatto per non dimenticarli. Dall’altra parte del mondo, i commenti dei miei connazionali sembrano ancora più meschini, così pieni di odio e di livore che non comprendo.

Siamo ospiti di questo mondo e ognuno di noi è prezioso!

Vorrei lanciare un appello dalle pagine di questo piccolo giornale: inviateci foto di persone, fate dei piccoli reportage, raccontandoci dove siete. L'indirizzo è echinogiornalebambino@gmail.com Le pubblicheremo con piacere per abituare i nostri giovani lettori e lettrici ad osservare gli altri con curiosità, con rispetto e con amore. E per essere dei veri reporter, vi abbiamo preparato i biglietti da visita di Echinella fotografa, da stampare, ritagliare e consegnare alle persone che incontrerete per chiedere il permesso di scattare loro una foto. Che cosa ne pensate?

Lo chef del ristorante Testos di Cuenca. Ecuador
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