Buongiorno parole scontate!

Echino

Buongiorno parole scontate!

Questa mattina ricevo una telefonata. La voce è di una signora, non una ragazzina. Mi chiede di leggere alcuni suoi racconti per bambini e se posso darle dei consigli. Parliamo un po' e scopro che due case editrici le hanno proposto contratti di pubblicazione: una alla modica cifra di €.2.000 l'altra per €. 1500. La signora rifiuta l'offerta e dopo qualche mese viene ricontattata dalla casa editrice dei duemila euro, le dicono che stanno facendo degli sconti e che possono pubblicarle il testo per soli €.800. L'avevano quasi convinta, dicendole per di più che tutte le case editrici lo fanno e che non esistono più editori che si prendono la briga di pubblicare libri senza essere pagati.

Be' io e Giuli gli editori seri li conosciamo (a parte uno, che però non merita nemmeno di essere chiamato editore!). Non hanno mai chiesto un soldo e investono nei progetti in cui credono. Che l'editoria sia in crisi è un dato di fatto, ma che si prenda in giro la gente dicendo che tutti lavorano allo stesso modo, francamente mi sembra troppo.

 

Commenti

Sono d'accordo con te Echino, e credo che non bisognerebbe mai cedere alla tentazione di pagare pur di pubblicare un libro. Ma oggi purtroppo sembra che tutti vogliano diventare, scrittori, autori... secondo me si avverte anche un po' questo e di conseguenza alcune case editrici, troppe case editrici ne approfittano. Bisogna stare attenti come in tutte le cose. Si legge di un sacco di case editrici che invitano a proporre i propri racconti per eventuali pubblicazioni e quindi è fin troppo facile cadere in certe trappole. Bisognerebbe metterli in galera quelli che fregano la gente per i propri tornaconti, giocando sui sogni e le speranze di chi vuole provarci. Dall'altra parte essendoci un eccesso (forse) di proposte e di gente che si propone e pur di pubblicare sarebbero disposti a qualsiasi cosa, ci si può trovare con pubblicazioni orride, squallide che non rivelano un minimo di talento e magari diventerebbero anche diseducative o brutte e quindi sarebbe meglio che non le vedesse nessuno ma purtroppo spesso l'umiltà, e la consapevolezza non si sposano con un talento vero. Quindi a mio avviso, sarebbe molto meglio cercare sempre case editrici che non chiedono un euro per pubblicare, perché così dev'essere e perché in questo modo se una cosa viene pubblicata vuol dire che secondo l'editore ne valeva la pena. Un editore, se è serio, non butterebbe mai i propri soldi per pubblicare cose brutte. Poi ci sono i gusti personali, nel senso che magari un racconto che piace ad uno, ad un altro può non piacere, ma se l'editore è serio sa comunque dare buoni consigli. 

Concordo con tutto quanto dici e scrivi! :-)

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