“NOIA A COLORI” L’importanza dell’alternanza tra noia ed attività per i bambini

In queste settimane, come sappiamo, è esplosa con tutta la sua forza la pandemia da Covid-19: il virus, che provoca sintomi simili all’influenza ma che spesso sfociano in gravi polmoniti e crisi respiratorie, soprattutto nei soggetti con patologie pregresse e negli anziani, sta colpendo una grande fetta della popolazione italiana e mondiale. Data la sua contagiosità, è stato necessario provvedere a misure di isolamento domestico ed alla chiusura di luoghi pubblici, come le scuole. I bambini e le bambine di ogni età sono quindi bloccati a casa, e non possono trascorrere le giornate come sono abituati a fare, passando dalle lezioni a scuola alle attività sportive e ricreative che li tengono solitamente occupati. Non è affatto semplice gestire la situazione a livello pratico ed emotivo, sia per i bimbi sia per i genitori: la psicologia, nel corso degli anni, ci ha infatti mostrato come lo stato psico-emotivo dei propri adulti di riferimento possa influenzare quello dei bimbi, e giacché in questa complessa situazione gli adulti spesso faticano a mantenere la serenità ed a non farsi contagiare dal clima di ansia, attesa, dubbio e paura che permea la vita quotidiana, i bambini possono assorbire tali emozioni e sentimenti negativi. Se inizialmente possono essere stati contenti della chiusura delle scuole (a quale bambino non piacerebbe fare qualche giorno di vacanza insperato?), pian piano che i giorni passano i bambini percepiscono, tramite i discorsi degli adulti, i loro stati d’animo, le notizie al telegiornale, il contesto di allarme e pericolo che circonda le loro giornate; più passa il tempo, più iniziano a sentire la mancanza dei loro compagni, degli insegnanti, della routine che li aiuta a dare senso ed ordine alla loro mente in sviluppo, e ciò induce a crescente ansia e preoccupazione.
Non è semplice per i genitori gestire tutto questo, ma vi sono alcuni accorgimenti per evitare conseguenze negative a livello psicologico; come suggerisce Enrico Zanalda, presidente dalla Società Italiana di Psichiatria, oltre al prestare attenzione al proprio comportamento, verbale e non verbale, è importante spiegare la situazione con un linguaggio semplice e chiaro, che non alimenti la produzione mentale ed emotiva di motivazioni fantasiose che possono connettersi a paure ed angosce. Occorre accogliere con empatia eventuali dubbi e preoccupazioni dei bambini, né sminuendole né evitandole, ma facendo sentire loro quanto siano normali e comprensibili, e spesso condivise anche dagli adulti stessi.
Questa situazione particolare ha però dei risvolti positivi inaspettati: infatti, il tempo da passare insieme per genitori e figli è cresciuto esponenzialmente. Ci si può dedicare maggiormente ai propri bimbi, che spesso, per motivi lavorativi, non si possono godere a pieno. Oltre a valorizzare e supportare i momenti dedicati agli impegni della didattica a distanza, che normalizzano la routine, si può giocare insieme, con attività creative quali ad esempio il cucinare una pizza, il fare la pasta di sale, il disegnare, il leggere storie, lo sfidarsi con videogiochi o in sport in giardino. Si possono affidare ai bambini compiti casalinghi alla loro portata, per farli sentire utili e mostrare loro che tutti, in questo momento, possono dare il proprio contributo. Ci si può riunire davanti ad un bel film, o davanti ad un gioco in scatola, arricchendo le giornate dei bambini con momenti piacevoli che normalizzano il contesto e rendono il tempo più godibile e sereno per tutti.
A questi momenti ludici e creativi condivisi, si possono alternare momenti in cui i propri bimbi possano sperimentare un sentimento importante per la loro crescita: la noia. Spesso legata a pregiudizi negativi, la noia è invece ritenuta di grande rilevanza psicologica per un sano sviluppo emotivo e mentale del bambino. Nella normale quotidianità i piccoli di oggi sono impegnati con scuola, sport ed altre attività extrascolastiche strutturate, ed hanno perso la propensione a sopportare i cosiddetti “tempi morti”, che non sanno come impegnare. Nella situazione attuale di pandemia globale, è normale che questi momenti si moltiplichino, e questo non dovrebbe ritenersi un male; secondo una ricerca inglese condotta dalla dott.ssa Belton, su un campione di bambini tra i 10/11 anni a cui veniva richiesto di svolgere dei temi liberi, emerge chiaramente come i componimenti non siano nella maggioranza originali ma conformati alle trame dei video-giochi e dei cartoni e film animati: inventare storie fantasiose ed uniche sembra essere difficile per i bambini di oggi, ed i ricercatori attribuiscono alla mancanza di tempi morti in cui i piccoli possano liberamente fantasticare senza sovra-strutture tale lacuna. E’ la tanto bistrattata noia a far aguzzare l’ingegno dei bambini, rendendoli più creativi e capaci di organizzare autonomamente i momenti liberi dedicandoli al proprio mondo fantastico interiore ed alle proprie inclinazioni. Ricordiamo a questo proposito che la difesa psicologica del ritiro fantastico è tipica ed adattiva in età infantile, ed è quindi costruttivo che vi sia del tempo per il bambino per perdersi nelle proprie fantasie mentali (N. McWilliams). Anche la nota psicoterapeuta Anna Oliverio-Ferraris afferma l’importanza della noia, in quanto i genitori che si affannano a riempire le giornate dei figli di attività strutturate corrono il rischio di impedire ai bambini di auto-determinarsi ed auto-dirigersi, il che significa che possono perdere la capacità di giocare liberamente costruendo il proprio divertimento ed il proprio tempo in modo unico e personalizzato, offuscando la carica creativa e fantasiosa che è tipica dell’età. Nei momenti di noia i bimbi possono rielaborare le proprie esperienze personali traendo spunti e stimoli per crescere inventando, sperimentando, fantasticando; questi attimi costruiti autonomamente diventano così piacevoli, adattivi e gratificanti. E’ importante trovare in questi giorni difficili un risvolto positivo e di crescita personale e psicologica, e quello di vivere coi propri bambini alternando momenti insieme a momenti in cui essi possano sperimentare la “bella noia” può ritenersi un buon modo per affrontare questa situazione difficile, ma anche uno stimolo per introdurlo quando si tornerà alla normalità.

Dott.ssa Chiara Caretti,
Associazione Psicologi del VCO

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