“DRIIN” … La scuola è iniziata!! Alcuni consigli per aiutare i propri figli ad affrontare al meglio il nuovo inizio

Le campanelle tornano a suonare e indipendentemente dall’età e dalla classe frequentata, ogni bambino o ragazzo dovrà affrontare un nuovo anno scolastico in cui entreranno in gioco nuove dinamiche emozionali e relazionali. A queste si vanno ad aggiungere, inevitabilmente, alcuni cambiamenti fisiologici da non sottovalutare; i ritmi meno incalzanti e le minori richieste ambientali dell’estate hanno sicuramente portato ad una diminuzione dello stress e ad un conseguente adattamento degli organi deputati a gestirlo, che si sono “rilassati” e che, ora, devono riprendere il ritmo con parecchia fatica! La necessità di ripristinare i ritmi scolastici, l’emozione di rivedere i propri compagni o di conoscerne di nuovi, le aspettative sul nuovo anno scolastico e i timori ad esse connessi sono solo alcune delle variabili che rendono questo momento una vera e propria sfida psicologica! Cosa può fare l’adulto per facilitare questa fase di adattamento?

Per i più piccoli…

Innanzitutto sarebbe utile un ritorno piuttosto graduale e non brusco ai ritmi richiesti dalla scuola. Per i bambini che si apprestano ad iniziare la prima elementare o che affronteranno il passaggio all’ordine successivo, dare spazio e voce alle loro curiosità e paure circa il cambiamento e le novità connesse ad esso potrebbe rappresentare un fattore protettivo. Scegliere e preparare insieme il materiale scolastico potrebbe rappresentare un momento di condivisione ed elaborazione del nuovo percorso. Infine, ma non meno importante, aiutarli a pianificare ed organizzare fin dall’inizio il momento dei compiti a casa, creando un ambiente tranquillo e sereno intorno a lui, può diventare cruciale soprattutto con i più piccoli o con quei bambini che presentano difficoltà di apprendimento o attenzione.

Per i più grandi…

Nella fase pre-adolescenziale e soprattutto in quella adolescenziale mantenere un’apertura al dialogo e alla condivisione da parte dell’adulto diventa fondamentale per la condivisione delle eventuali paure relative alla scelta della scuola, al rapporto con i coetanei e al senso di autostima dei ragazzi davanti al ritornare a sentirsi “sotto esame”. L’estate ha rappresentato probabilmente per loro l’occasione per instaurare nuove relazioni o sviluppare nuovi interessi e nuove passioni, ma allo stesso tempo maggior libertà e autonomia rispetto alle regole e agli impegni quotidiani; un atteggiamento flessibile (per quanto possibile) rispetto al permettergli di mantenere qualcosa relativo al periodo di vacanza (sport, hobbies, relazioni ) potrebbe aiutarli ad adattarsi meglio al rientro a scuola. In generale, riconoscere e condividere con i propri figli l’importanza della funzione formativa della scuola per ogni aspetto della persona e assumere un atteggiamento di apertura, fiducia e comunicazione con gli insegnati rimangono i fattori fondamentali per incrementare la possibilità che questa rappresenti per loro un’esperienza positiva.

Quando avere paura della scuola è “normale” e quando è un “campanello d’allarme”

Nel corso dello sviluppo i bambini e i ragazzi tendono ad esibire paure, la maggior parte delle quali sono considerate parte naturale del loro processo evolutivo (Gullone & King, 1993; Thomas H. Ollendick, Matson, & Helsel, 1985). Anche nel caso dell’inizio della scuola le paure manifestate sono normative “se presentano una bassa intensità, si riferiscono ad un oggetto o situazione specifica si presentano ad una data età e se hanno una durata temporale circoscritta” (Gullone & King, 1993). Esse, in altre parole, scompaiono mano a mano che il soggetto riesce ad adattarsi all’ambiente (Gullone, 2000). In alcuni casi però, l’eccesso di paura e l’ansia ad essa collegata divengono problematiche poichè persistono nel tempo, diventano pervasive e non sono spiegabili dalla presenza reale di un oggetto o di una situazione che possa causare effettivamente timore (Capurso, Di Renzo, & Bianchi di Castelbianco, 2012). In alcuni bambini questo tipo di difficoltà si presenta con una certa frequenza anche nel contesto scolastico, dove la persistenza ed intensità dei sentimenti di paura può generare problemi di carattere educativo o sociale (King, Ollendick, & Gullone, 1990).

Quando la paura arriva a limitare il funzionamento scolastico e sociale del bambino o del ragazzo, divengono fondamentali una buona comunicazione tra la famiglia e la scuola e la richiesta di aiuto ad un professionista. Si consiglia la visione della Clip “Inside Out - Come affrontare il primo giorno di scuola” https://www.youtube.com/watch?v=mCIC_iMaONE

Dott.ssa Federica Vigorito, Psicologa e Psicoterapeuta in formazione Associazione Psicologi del V.C.O.